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Summit straordinario dell’Eurozona

Fallito anche l’ultimo eurogruppo per salvare la Grecia, il presidente del Consiglio europeo ha convocato un vertice straordinario dei capi di governo che si riuniranno a Bruxelles lunedì sera. «E’ giunto il momento di discutere della situazione greca al più alto livello politico» , spiega Donald Tusk. E’ il famigerato che lo stesso Tusk aveva evocato pochi giorni fa. Restano dunque tre giorni per stringere un accordo che appare ormai quasi impossibile. Perfino il ministro greco delle Finanze, Varoufakis, sembra essersi reso conto che la vicenda sta per chiudersi nel peggiore dei modi. «Siamo pericolosamente vicini ad uno stato d’animo in cui si accetta la possibilità di un incidente» , ha dichiarato ieri riferendosi alla possibilità di un default del suo Paese.
Anche la riunione di ieri a Lussemburgo tra i ministri delle Finanze dell’eurozona è stata spracata in un dialogo tra sordi. Mentre fuori dalla sala si rincorrevano voci su una nuova controproposta greca e su un fantomatico piano dell’ultima ora messo a punto da Bce e Commissione per scongiurare la bancarotta di Atene, il presidente dell’eurogruppo Dijsselbloem è stato costretto a constatare che «è deplorevole che siano stati fatti così pochi progressi e che un accordo non sia in vista» . Secondo Dijsselbloem «è impensabile che ci sia il tempo» per versare l’ultima tranche del prestito europeo entro fine giugno. Se Atene non rimborserà 1,6 miliardi che deve al Fondo monetario internazionale «sarà in default dal 1 luglio, e il Fondo non potrà più prestare altri soldi alla Grecia» ha spiegato la direttrice del Fmi. Christine Lagarde ha usato parole dure nei confronti della delegazione greca: «C’è urgenza di ristabilire un dialogo, ma con degli adulti in sala» . Tuttavia Varoufakis ieri ha continuato con le sue affabulazioni sostenendo che la sua proposta di uno scambio dei titoli di debito della Grecia tra la Bce e il fondo salva stati «può risolvere la crisi in breve termine e una volta per tutte». Ormai la possibilità di un default greco è riconosciuta ai massimi livelli. «Rischio catastrofe», ha ammesso il commissario Moscovici. In giornata erano circolate le ennesime indiscrezioni sulla crisi di liquidità delle banche greche e della possibile chiusura degli sportelli già lunedì. Ma la Bce ha gettato informalmente acqua sul fuoco.
Tutti dicono di essere pronti a fare il possibile per trovare un accordo dell’ultimissima ora, ma ormai lo scontro sembra spostarsi sempre più sulle responsabilità di un disastro annunciato. E il tono, ancora una volta, lo ha dato Angela Merkel parlando davanti al Bundestag. «Un accordo è ancora possibile, se la Grecia lo vuole. Purtroppo Atene, che era sulla buona strada, non ha affatto finito il suo percorso e ha sempre procrastinato alcune riforme importanti». Un rimprovero che suona quasi come un commiato.
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