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Sull’Rc Auto tornano i profitti

Il rimbalzo dei titoli pubblici sta aiutando la redditività delle assicurazioni italiane che tuttavia continuano a fronteggiare una situazione di incertezza aggravata anche da recenti provvedimenti governativi. Misurato con le risultanze delle relazioni semestrali l’avanzo complessivo delle compagnie ha raggiunto nella prima parte dell’anno i 3 miliardi di euro rispetto ai 0,9 miliardi del 2011.
Nello stesso tempo però l’incertezza della situazione economica e le ristrettezze delle famiglie hanno continuato a penalizzare la raccolta del ramo vita che, dopo la flessione dello scorso anno, ad agosto marcava un’ulteriore riduzione del 15 per cento. Ad esporre i dati è stato il presidente dell’Ania Aldo Minucci aprendo ieri i lavori del 14° Annual delle assicurazioni organizzato da “Il Sole 24 Ore” in collaborazione con la società di consulenza Towers Watson ed il patrocinio dell’associazione di rappresentanza delle imprese. Il meeting è stato quest’anno l’occasione per fare il punto sui pochi aspetti positivi della congiuntura del settore, soprattutto rappresentati dal ritorno all’utile nel mercato della Rc auto, e le tante problematiche che affligono le compagnie anche alle prese con le ricorrenti incursioni del governo nel settore delle polizze.
L’ultima in ordine di tempo, proprio nei giorni scorsi, è stato l’aumento dell’imposta (dallo 0,35 allo 0,50 per cento) sulle riserve tecniche che determinerà – ha sottolineato il presidente dell’Ania – «un prelievo aggiuntivo di 653 milioni che potrebbe determinare effetti molto negativi sui flussi di liquidità del ramo vita». Per non parlare delle norme, contenute nel decreto sviluppo, che intendono promuovere forme di collaborazione tra agenti, anche in concorrenza tra loro. «Siamo nettamente contrari – ha ribadito Minucci – quelle misure vanno stralciate». Sulla stessa lunghezza d’onda sono stati anche gli altri assicuratori presenti al dibattito. «Riforme di un settore così importante come quello dell’auto – ha sottolineato l’amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri – non possono essere fatte a suon di decreti». E per l’Ad di Aviva Patrick Dixneuf è «un sogno» voler regolare dall’alto i canali di distribuzione delle polizze. «Ogni paese ha le sue specificità – ha detto – e sono i consumatori a decidere quale preferire».
Alle prese con una crisi economica di cui non si intravvede una rapida fine, gli assicuratori vanno alla ricerca di strade per migliorare la gestione del business. E mentre Allianz – è intervenuto l’Ad George Sartorel – ha lanciato recentemente un innovativo programma tecnologico per rafforzare la sua rete di agenti tradizionali (“l’agenzia digitale”), l’amministratore delegato di Cattolica, Giovan Battista Mazzucchelli, ha lanciato la “provocazione” di una modifica nei contratti nel settore. «Occorre più produttività – ha spiegato – le norme che impongono alle imprese una settimana lavorativa ultracorta – termina alle 13 del venerdì – vanno ripensate, non esistono in altri settori e si ripercuotono negativamente sul servizio alla clientela».
Gli assicuratori sono naturalmente soddisfatti per il ritorno alla redditività della Rc auto ma sottolineano che in parte è dovuto alla riduzione della frequenza dei sinistri indotta da una crisi che, prima o poi, finirà. Il prossimo anno? «Sarà difficile – è la previsione di Frédéric de Courtois, Ceo di Axa-Mps – con una Rc auto in leggero calo di prezzi ma redditività sempre buona. La vera sfida, per il settore, è la crescita nei prodotti assicurativi per sanità, previdenza e protezione».

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