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“Sull’Opa Ansaldo pratiche collusive” la procura indaga per aggiotaggio

MILANO.
Da operazione finanziaria a indagine della magistratura. La vendita di Ansaldo Sts, società di ingegneria ferroviara ceduta dal gruppo Finmeccanica al conglomerato giapponese Hitachi finisce in un dossier della procura di Milano. Secondo quanto si è appreso, il pool coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza.
Una notizia che arriva all’indomani della doppia decisione della Consob. L’autorità di controllo dei mercati è stata chiamata a decidere sul prezzo con il quale devono passare di mano le azioni Ansaldo Sts: Hitachi – all’interno degli accordi con Finmeccanica che prevedono anche l’acquiszione della società di trasporti Ansaldo Breda – ha lanciato un’offerta pari a 9,5 euro per ogni titolo. Consob ha, invece, stabilito che il prezzo corretto è pari 9,899 euro per azione (oltre ad aver prolungato i termini per aderire all’offerta da parte degli azionisti che ora si concluderà il 19 febbraio).
Per quale motivo Consob ha alzato il prezzo? Secondo l’authority della Borsa, una parte del prezzo sarebbe stata pagata a Finmeccanica sopravvalutando di 32 milioni il valore con cui è stata ceduta Ansaldo Breda ai giapponesi. Per cui l’aver nascosto una parte del prezzo al mercato – sempre secondo quanto ha sostenuto la Consob – avrebbe prodotto un danno per gli azionisti di minoranza, perché ha portato Hitachi a lanciare un’Opa a un prezzo più basso su Sts. Consob, pertanto, ha parlato di “collusione” tra Hitachi e Finmeccanica.
Di un accordo per sopravvalutare Breda e sottostimare Ansaldo Sts sono convinti, da tempo, i rappresentanti dei fondi di investimento Bluebell e Amber che avevano presentato sia un ricorso alla Consob che un esposto consegnato proprio alla procura di Milano. Ora c’è da capire se la procura si è mossa sulla base dell’esposto oppure se si era già mossa in precedenza e sulla base di quali riscontri.
Indagine a parte, rimane aperta la questione finanziaria finalizzata al passaggio di proprietà. La decisione della Consob, in realtà, scontenta tutte le parti in causa. Hitachi ha già fatto sapere che presenterà ricorso al Tar contro il rialzo del prezzo. E, ieri, in un comunicato ha negato di aver messo in atto alcuna «pratica collusiva» con Finmeccanica e ha assicurato di aver rispettato la normativa e di aver agito «nella massima trasparenza nei confronti del mercato e dell’Autorità ».
Anche i fondi sono ben lontani dall’essere soddisfatti: Amber e Bluebell prenderanno una decisione nei prossimi giorni ma già si capisce che non consegneranno i titoli all’Opa in attesa di sviluppi, considerando il rialzo del prezzo di Opa «non corretto e risibile» e si riservano a loro volta di ricorrere al Tar.
Intanto, ieri il titolo Sts ha chiuso in rialzo (+0,86%), a 9,94 euro, con volumi notevoli, pari al 4,5% circa del capitale. Secondo gli operatori ci sarebbe la mano del fondo americano Elliott che ha opzioni per salire al 10% e che non ha intenzione di aderire all’Opa perché ritiene che in futuro Sts potrebbe valere molto di più grazie alle sinergie con Hitachi.
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