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Sull’Irap sconto a effetto variabile

Lo sconto Irap sul costo del personale vale in media poco meno di 80 euro al mese per ogni dipendente occupato. La deducibilità generalizzata del costo del lavoro, ipotizzata dal Governo, in luogo delle attuali deduzioni fisse, porterà, per una retribuzione annua lorda di 30 mila euro, ad un risparmio di circa 800 euro annui. Sconti più significativi per le società, come banche e assicurazioni, che applicano aliquote regionali superiori a quella ordinaria del 3,5 per cento.
Taglio integrale
L’intervento preannunciato dal Governo sull’Irap prevede, in base a quanto risulta, la deducibilità integrale dalla base imponibile del costo del lavoro in modo da azzerare la componente dell’imposta regionale data dalle retribuzioni al personale dipendente. La nuova deduzione integrale farà sì che le imprese e i professionisti pagheranno l’Irap, a partire dal 2015, sul risultato operativo o “Ebit” (differenza tra valore e costi della produzione) del conto economico civilistico (senza considerare accantonamenti e perdite su crediti). In attesa di conoscere i dettagli dell’intervento – e dunque di sapere se esso si limiti ai dipendenti assunti a tempo indeterminato o riguardi anche altre forme di lavoro subordinato –, è possibile svolgere qualche conteggio presunto degli effetti in termini di risparmio di imposta per le imprese che impiegano manodopera.
Nel calcolo del beneficio, va innanzitutto considerato che, quanto meno per i dipendenti a tempo indeterminato, già oggi esistono rilevanti deduzioni dalla base Irap, costituite dall’intero ammontare degli oneri sociali (Inps e Inail a carico del datore di lavoro), oltre a una quota fissa di 7.500 euro per ciascun dipendente elevata a 13.500 euro per le donne e i giovani con meno di 35 anni di età. Le deduzioni in esame sono raddoppiate in talune regioni meridionali.
Risparmio pari al 3,5%
Un secondo elemento da prendere in esame nei conteggi differenziali tra l’attuale situazione e quella che dovrebbe arrivare nel 2015, è l’aliquota di imposta ordinaria, attualmente pari, per le imprese industriali e commerciali, al 3,5% dopo la riduzione del 10% operata dal Governo Renzi nella legge di stabilità 2014. Nel 2014, dunque, la quota del cosiddetto cuneo fiscale a carico del datore di lavoro è pari al 3,5% del costo del personale indeducibile dal tributo regionale. Costo indeducibile che è costituito, per i dipendenti a tempo indeterminato, dalla retribuzione annua lorda (compresa quota indennità Tfr, ratei ferie, ecc.) al netto delle deduzioni fisse di 7.500 o 13.500 euro.
Come si vede dal primo esempio a margine, per un dipendente maschio over 35, a fronte di 35 mila euro annui di retribuzioni indeducibili, l’onere per Irap che grava sull’impresa nel 2014 è dunque pari a circa 960 euro annui, che corrispondono a circa 80 euro al mese per dipendente. Se questo costo diverrà, come ipotizzato, completamente deducibile dal 2015, gli 80 euro costituiranno il risparmio generato dall’intervento governativo.
Per le dipendenti donne e i giovani under 35, che già oggi beneficiano di deduzioni maggiorate (e dunque di un cuneo fiscale inferiore), il risparmio generato dal provvedimento sarà di poco inferiore (si veda il secondo esempio). A parità di costo indeducibile (35 mila euro sopra ipotizzati), il bonus sarà pari a poco più di 60 euro mensili. Lo sconto differenziale cresce per le imprese che applicano aliquote Irap superiori al 3,5%.
Il taglio del cuneo fiscale in capo alle aziende renderà d’ora in poi neutrali, in termini di tassazione, le differenti strutture produttive basate sul maggiore o minore impiego di manodopera interna. L’esternalizzazione di talune funzioni (che attualmente consente la deduzione integrale del costo) sarà dunque meno conveniente e diverse imprese potrebbero essere indotte a riportare in casa talune fasi produttive.
Da segnalare infine che il beneficio netto parzialmente si riduce per le imprese che evidenziano un imponibile, infatti si “perde” la deduzione dall’Ires pari al 27,5% dell’Irap sul personale.

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