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Sull’Imu «corsa» all’ultima delibera

In totale 1.885 nell’ultimo mese, di cui 1.500 nelle ultime due settimane e 246 nella sola giornata di ieri l’altro, quindi in apparenza oltre il termine fissato per legge del 9 dicembre data nella quale le delibere pubblicate sono state ben 545. Una progressione, quella della pubblicazione delle delibere Imu sui propri siti Internet o su quello del ministero dell’Economia, che dà l’idea della corsa contro il tempo delle amministrazioni comunali per variare le aliquote Imu, con ogni probabilità per aumentarle (ma sono alcune centinaia gli enti che le hanno abbassate) e poter usufruire della cosiddetta mini-Imu sulla prima casa, riversando sui proprietari (o sullo Stato se troverà la copertura) il 40% della differenza fra l’imposta calcolata con l’aliquota reale e quella generata dall’aliquota standard.
I dati sono il frutto delle elaborazioni di ITWorking di Rimini che ha anche censito per conto di Assosoftware le delibere complessivamente decise dai comuni in materia di Imu: si tratta in totale di 103.982 atti di cui 370 sono stati emanat1 una sola volta (quindi da 370 amministrazioni diverse disciplinando casi particolari con un livello impressionate di dettaglio, come diremo tra breve), 88 due volte, 48 tre volte e via di seguito sino alle 8.103 delibere (che non possono mancare e quindi tutti comuni scrivono) sulla prima casa. Il tutto ripartito in 644 casistiche in fatto di abitazione principale, pertinenze dell’immobile principale, aree fabbricabili, immobili a disposizione, e strumentali dell’attività agricola, terreni agricoli e immobili diversi dalle abitazioni. In ogni caso, nel 2013 ben 5.382 comuni hanno deliberato nuove aliquote, 2.285 hanno confermato quelle del 2012 e 436 non hanno mai deliberato, con un livello di fantasia nell’inventarsi codici ed esenzioni particolari che ha dell’incredibile sia per i settori interessati sia per la parcellizzazione delle famiglie e delle attività produttive.
Ad esempio, per il comune di Santa Lucia (Belluno) le stazioni degli impianti di risalita hanno meritato una delibera ad hoc, mentre quello di Viadana (Mantova) ha ritenuto di dover fissare norme su misure per le case da gioco. Verona poi, unico in Italia, tassa con aliquote diverse i proprietari che hanno da due fino a quattro immobili da quelli che ne hanno da cinque in avanti mentre Fiumicino (Roma) fissa aliquote ah hoc per i terreni agricoli fino a 15 ettari così come Limbiate (Milano) interviene con regole specifiche sugli immobili strumentali di imprese costituite dopo il 1° luglio 2010 mentre Castagnaro, provincia di Verona (anch’esso unico in Italia), ha regole specifiche per gli immobili posseduti da imprenditori fino a 35 anni non compiuti. Molto gettonato il settore delle locazioni: ad esempio, Albisola Superiore (Savona) fissa aliquote specifiche per immobili concessi in locazione con contratto di durata non inferiore a 8 mesi, Mondovì (Cuneo) per quelle sfitte per al massimo un anno, Maserà (Padova) per quelle sfitte per 180 giorni consecutivi e Calenzano (Firenze) per quelle a disposizione da oltre 2 anni. Questo mentre Castano Primo (Milano) fissa la sua attenzione sulle abitazioni principali di soggetti ultresessantacinquenni con reddito familiare complessivo inferiore a 11mila euro e Gabicce (Pesaro) si sofferma, invece, sulle abitazioni ammobilitate per uso turistico non affittate. Poi regole specifiche per impianti fotovoltaici, teatri, case galleggianti o abitazioni gravate da mutui.
La raccolta dei dati realizzata da ITWorking, con il supporto normativo del gruppo fiscale di Assosoftware, recupera giornalmente le delibere di tutti i comuni, le interpreta e ne immette le aliquote in una banca dati online da cui attingono le software house. «Uno sforzo notevole – spiega il presidente di Assosoftware, Bonfiglio Mariotti – ma che consente ai professionisti di avere a disposizione parametri certi per versare l’Imu».
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