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Sull’Ema arriva il ricorso delle imprese lombarde

Anche il mondo delle imprese si prepara a fare ricorso contro l’assegnazione ad Amsterdam della sede di Ema. Dopo i procedimenti avviati dal Comune di Milano e dal Governo italiano, e a fianco di quello che sta preparando Regione Lombardia, alcune associazioni del mondo produttivo, tra cui Camera di Commercio di Milano, Confcommercio, Assolombarda e Federchimica, stanno lavorando a un ricorso «ad adiuvandum», ovvero a sostegno di quello già presentato al Tribunale Ue da Palazzo Marino. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, i tempi per la presentazione dovrebbero essere brevi.
Azione di lobby
Si tratta di un tassello in più nell’azione di lobby che il sistema delle imprese più strettamente legate alla vicenda Ema (quelle milanesi e lombarde, della chimica, della farmaceutica e dell’ambito sanitario) sta portando avanti nelle ultime settimane, nel tentativo di riaprire i giochi per l’assegnazione della sede dell’Agenzia europea del farmaco alla città di Milano che, lo scorso 20 novembre, aveva perso questa chance durante il sorteggio finale con la capitale olandese.
Ma l’attività di lobby prosegue in questi giorni anche su altri fronti, soprattutto quello degli incontri con gli europarlamentari che giovedì prossimo si recheranno ad Amsterdam (in una delegazione della Commissione Ambiente di Strasburgo) per verificare se la sede provvisoria offerta all’Ema dal governo olandese sia adeguata oppure no alle esigenze e funzioni dell’Agenzia. Già domani si recherà a Bruxelles una rappresentanza della cosiddetta “Cabina di regia” che si era a suo tempo costituita per sostenere la candidatura di Milano (Comune, Regione, imprese, università milanesi), per incontrare alcuni parlamentari coinvolti nelle verifiche, di tutti gli schieramenti politici e di tutte la nazionalità. Non una missione ufficiale, ma una serie di incontri interlocutori, durante i quali i rappresentanti della Cabina forniranno ai parlamentari informazioni tecniche apprese nella fase istruttoria della candidatura delle città. Caratteristiche che sono ora oggetto di riesame, in vista soprattutto del 12 marzo, quando il Parlamento europeo sarà chiamato a votare prima in Commissione ambiente e poi in seduta plenaria la ratifica della decisione del Consiglio Ue del 20 novembre scorso, che assegnò ad Amsterdam la sede dell’Ema.
Le posizioni in campo
Sulla vicenda Ema non sono mancati ieri commenti e reazioni del mondo politico e industriale. A partire dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Non mi sono arresa su Ema. L’Olanda ci ha dato un “pacco” e questo è un fatto gravissimo non solo nei confronti dell’Italia, ma di tutti i Paesi che hanno partecipato a una competizione con determinate regole d’ingaggio». Più direttamente nel merito della vicenda è entrato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: «Rivendico la centralità del Parlamento Ue nella decisione sull’assegnazione della nuova sede dell’Ema – ha detto –. Il Parlamento non può accettare ordini che vengono dal di fuori quando il processo legislativo prevede che ci siano una proposta della Commissione, un voto del Parlamento e un voto del Consiglio».
Dal fronte delle imprese è intervenuto ieri il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi: «Ema è tra le priorità che si porranno sul tavolo del prossimo Governatore della Regione Lombardia, di qualsiasi schieramento politico esso sia – ha commentato Bonomi a margine dell’incontro con i candidati alla Presidenza della Regione Lombardia -. Occorre fare sistema, a tutti i livelli istituzionali e di rappresentanza, perché la decisione a favore di Amsterdam, da un punto di vista giuridico, può essere cambiata». La posta in gioco è elevata: «Oltre a essere uno straordinario moltiplicatore di attrattività per Milano e per l’Italia – ha aggiunto – in questa partita ne va della credibilità del nostro Paese e delle istituzioni europee».
Più scettico Francesco De Santis,vicepresidente di Farmindustria: «Non credo che le possibilità di portare Ema a Milano siano altissime, non sono molto ottimista. Ma speranzoso sì» ha ammesso, ricordando comunque l’impegno delle istituzioni per la candidatura del capoluogo lombardo. «È stato un grande lavoro. Milano è arrivata in finale partendo da una posizione non favorita. La città se lo merita».

Giovanna Mancini

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