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Sulle sofferenze prolungato lo scudo statale

Mentre all’orizzonte si fa sempre più incombente il rischio di una riacutizzazione del problema dei crediti deteriorati, il sistema bancario può almeno in parte tirare un sospiro di sollievo. È infatti ormai in dirittura d’arrivo da Bruxelles l’ok al rinnovo per un anno alle Gacs, le garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze. A quanto risulta al Sole 24 Ore, la Commissione europea è infatti pronta ad autorizzare la proroga del provvedimento. L’interlocuzione informale tra Roma e Bruxelles si è conclusa in maniera positiva ed è attesa la notifica formale nelle prossime settimane.

Concesse dallo Stato per agevolare lo smobilizzo dei crediti in sofferenza dai bilanci delle banche, le garanzie pubbliche rappresentano un importante incentivo per gli istituti che da tempo sono alle prese con il fardello dei crediti deteriorati: le Gacs consentono alle banche, a determinate condizioni, di richiedere una garanzia pubblica sulle note senior (e quindi a rischio inferiore) emesse nell’ambito della cartolarizzazione, mossa che facilita così la vendita dei portafogli di Npl.

La misura, introdotta nel 2016 per accelerare il processo di derisking degli istituti, era stata prolungata una prima volta nel 2018 e poi una seconda, a maggio 2019, a valere per i successivi due anni. Giunto alla scadenza del 27 maggio, il provvedimento trova ora un’ulteriore proroga grazie all’intervento del Tesoro e delle strutture guidate dal Dg Alessandro Rivera e dal capo della direzione V (Regolamentazione e vigilanza) Stefano Cappiello, che hanno lavorato per un provvedimento giudicato positivamente dagli istituti di credito, fondi e servicer. Anche perché le future Gacs – il cui prezzo è correlato alle condizioni di mercato – sono destinate a costare meno di quelle attuali o passate.

Nella cornice normativa delle Gacs rientreranno solo le cosiddette sofferenze. Nessuna estensione del raggio d’azione, come da qualche parte si era auspicato, alle cosiddette inadempienze probabili o Unlikely to pay. Per il Mef, in assenza di un’adeguata valutazione degli Utp da parte della agenzie di rating, ci poteva essere il rischio di una mancata valorizzazione per questo segmento di crediti deteriorati, che rischierebbero di essere trattati alla stregua di sofferenze, con la relativa distruzione di valore sia per le banche che per le imprese che hanno bisogno di nuova finanza.

La proroga della Gacs potrebbe ora dare nuovo slancio al mercato degli Npl. Dopo un 2020 che ha registrato cessioni per 38 miliardi, il 2021 potrebbe vedere le transazioni in aumento a 40 miliardi grazie a una pipeline già arrivata a 30 miliardi, secondo i calcoli del Market Watch Npl di Banca Ifis. Dal 2016 le Gacs hanno sostenuto il mercato delle transazioni con 35 operazioni per 85 miliardi, con un’operatività concentrata principalmente su portafogli Corporate Secured.

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