Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Sulle riforme serve continuità»

di Fabrizio Forquet

Ambasciatore Thorne, ieri lo spread spagnolo è tornato a quota 400 e quello italiano a 370 punti. L'Europa stenta a tirarsi fuori dai problemi finanziari che ne stanno mettendo a rischio la tenuta. Gli Stati Uniti sono preoccupati?
L'Europa, per gli Usa, resta il partner economico e commerciale più importante. Perciò guardiamo con grande attenzione a quello che sta avvenendo. Devo dirle che tra la tarda primavera e l'estate eravamo molto preoccupati. Il moltiplicarsi dei downgrade da parte delle agenzie di rating e l'andamento dei tassi, proprio mentre cambiavano ben sette governi, non inducevano certo all'ottimismo. C'era il rischio che l'Europa crollasse. Oggi quelle preoccupazioni si sono attenuate. E l'arrivo al governo in Italia di Mario Monti ha contribuito in modo importante a un cambiamento di clima in tutta Europa.
Ma i dati che le citavo indicano che né l'Italia, né l'Europa e la sua moneta, sono fuori pericolo.
Non lo sono, certo. L'effetto Monti ha però calmato i mercati. Lo sforzo immediato per mettere a posto i conti e la riforma delle pensioni sono stati segnali chiari di un cambiamento di marcia. Questo ha fatto cambiare la percezione sull'Italia e sull'Europa. C'è anche una consapevolezza nuova sul fatto che l'euro non ha alternative e che l'eurozona va rafforzata. Ora, certo, c'è bisogno di uno sforzo straordinario per la crescita economica.
L'anno che abbiamo davanti vedrà una recessione ancora pesante.
Sarà un anno difficile. Ma è fondamentale che si sia capito che la priorità è tornare a crescere. E anche qui il governo Monti sta giocando un ruolo importante, per rilanciare lo sviluppo in Italia e per far comprendere all'Europa, e in particolare alla Germania, che i Paesi dell'euro non si salveranno con la sola austerity.
Proprio oggi (ieri, ndr) la riforma del mercato del lavoro è arrivata in Parlamento. Le imprese sono critiche. Lei che giudizio ne dà?
È parte di una serie interventi che potranno aiutare a rilanciare la crescita. Non c'è una riforma che, come con una bacchetta magica, possa rilanciare da sola l'economia. Ciò che conta è il complesso degli interventi: trasparenza e semplificazione, liberalizzazioni, mercato del lavoro, lotta all'evasione fiscale. Serve poi continuità, il processo di riforma deve continuare nel lungo periodo. Di certo possiamo dire che c'è un leader italiano che prova a migliorare il mondo dell'economia. Non si può prevedere l'esito, ma lo sforzo è molto importante.
Per crescere è decisivo tornare ad attrarre investimenti dall'estero.
Bisogna lavorare sulla competitività: servono flessibilità, semplicità, certezza delle regole, una giustizia efficiente. Il mondo è cambiato. Oggi ci sono grandi Paesi in forte ascesa, che ci impongono di adeguare le nostre economie. A cominciare dalle tecnologie digitali.
Su questo l'Italia resta indietro. Sono anni che si aspettano gli investimenti sulla rete a banda larga, ma ancora oggi siamo solo al dibattito tra le opinioni.
Il settore digitale ha un'importanza cruciale come fattore di crescita. Negli Stati Uniti rappresenta il 7-9 per cento del Pil, in Italia meno dell'1 per cento. Se questo governo vuole davvero favorire i giovani deve investire in questo settore. Le tecnologie favoriscono la nascita di nuove imprese e contribuiscono ad attrarre investimenti dall'estero. Sarebbe bello se ci fosse uno Steve Jobs italiano, ma perché nasca ci vuole un ambiente tecnologico più favorevole.
È anche per questo che gli investimenti dagli Stati Uniti continuano ad arrivare con il contagocce?
Certo, ma le posso dire che anche su questo sto percependo un cambio di clima. La visita negli Stati Uniti di Monti ha avuto un'eco molto favorevole. Il presidente Obama ha dimostrato grande interesse verso il vostro premier e verso quello che sta accadendo in Italia. Le riforme sono importanti. E adesso ci sono grandi imprese americane che stanno guardando con interesse all'Italia.
Ci provo: può farci qualche nome?
Devo ovviamente mantenere la riservatezza. Ma posso dirle che importanti gruppi mi hanno chiesto e continuano a chiedermi informazioni in questi mesi perché avvertono che la situazione è cambiata. Guardano all'Italia perché percepiscono che si possono aprire opportunità nuove.
Per investire serve anche la percezione di una stabilità del quadro politico. La conclusione della trattativa sul lavoro ha visto il rientro in gioco dei partiti e l'esito è stato un indebolimento della riforma. Tra un anno si andrà al voto. Come guardano gli Stati Uniti a questo passaggio?
Non posso esprimere giudizi che non ci competono. Ed ancora di più non faccio un discorso di persone e di nomi, ma è importante che lo sforzo riformista vada avanti. Constato che il popolo italiano ha la consapevolezza dell'importanza di questo processo riformatore, anche a costo di inevitabili sacrifici. E vedo anche che il consenso di Monti nei sondaggi resta alto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa