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Sulle liti pendenti non è finita

di Roberto Rosati 

Liti pendenti, non è finita. È scaduto il 30 novembre 2011 il termine di pagamento delle somme dovute per la definizione delle liti fiscali pendenti con l'Agenzia delle entrate. Ma i contribuenti che hanno provveduto al pagamento devono ricordare che è necessario presentare anche la domanda, senza la quale la definizione non può considerarsi perfezionata. Per questo adempimento c'è tempo fino al 2 aprile 2012, ma è bene provvedere al più presto, se non si vuole correre il rischio di dover rifare i calcoli: la determinazione della somma dovuta, infatti, è influenzata da un'eventuale sentenza che dovesse essere depositata prima della presentazione della domanda. Ciò è stato confermato dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 48 del 24 ottobre 2011, con la quale è stata illustrata la disciplina della definizione delle controversie tributarie di valore fino a 20 mila euro, pendenti alla data del 1° maggio 2011, in base alle disposizioni dell'art. 39, comma 12, del dl n. 98/2011.

Il costo della definizione

Com'è noto, per la definizione agevolata occorreva versare entro ieri una somma variabile in base al valore e allo stato della lite, e precisamente:

a) per le liti di valore fino a 2.000 euro, l'importo fisso di 150 euro;

b) per le liti di valore superiore a 2.000 euro (e fino a 20.000), un importo pari:

– al 30% del valore della lite, nel caso in cui non sia intervenuta alcuna pronuncia non cautelare sul merito o sull'ammissibilità dell'atto introduttivo del giudizio;

– al 10% del valore della lite, se sia risultata soccombente l'Agenzia nell'unica o ultima pronuncia giurisdizionale come sopra;

– al 50% del valore della lite, se a soccombere nell'unica o ultima pronuncia giurisdizionale sia stato invece il contribuente.

In caso di soccombenza parziale, si applicano la percentuale del 10% sulla parte del valore della lite per la quale la pronuncia è favorevole al contribuente e quella del 50% sulla parte per la quale la pronuncia è invece favorevole all'ufficio.

Rilevanza delle sentenze

Mentre la situazione di pendenza della lite doveva sussistere alla data del 1° maggio 2011 (tenendo però conto, secondo quanto chiarito dalla circolare, dell'eventuale definitività della controversia determinatasi dopo tale data ed entro il 5 luglio 2011), il termine di riferimento è diverso per quanto riguarda la verifica dello stato della lite in ordine alla somma da versare, in relazione alle percentuali riportate sopra alla lettera b). A tal fine, infatti, assumono rilevanza le pronunce giurisdizionali «rese» (in genere, nel senso di «depositate») alla data di presentazione della domanda, il cui termine di scadenza, come detto, è il 2 aprile 2012, dunque ben oltre il termine del 30 novembre 2011 stabilito per il pagamento. Pertanto, il contribuente che abbia effettuato il pagamento ma non ancora presentato la domanda, qualora la causa sia stata già discussa (e presumibilmente anche decisa, come osserva la circolare), dovrà verificare prima della presentazione della domanda se sia intervenuto o meno il deposito della sentenza. L'eventuale deposito della sentenza prima della presentazione della domanda (rilevante anche se il contribuente non ne avesse ricevuto comunicazione), infatti, comporterebbe il ricalcolo della somma dovuta per la definizione, con la conseguenza che, a seconda dell'esito della sentenza, il contribuente dovrebbe versare l'integrazione entro la data di presentazione della domanda, oppure avrebbe diritto alla restituzione dell'eccedenza. Per non correre rischi, quindi, è opportuno presentare al più presto la domanda e perfezionare la definizione; salvo che si abbia già una pronuncia sfavorevole, nel qual caso c'è la speranza di una riforma del giudizio.

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