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Sulle cessioni arriva la stretta

Nelle cessioni di credito, solo la clausola pro soluto fa scattare la deduzione delle perdite per cancellazione dal bilancio. Lo chiarisce l’agenzia delle Entrate nella circolare 14/E diffusa ieri con la quale vengono esaminate le novità introdotte dalla legge di stabilità per le imprese e per i soggetti finanziari.
La circolare illustra le modifiche apportate dalla legge 147/2013, che hanno esteso ai soggetti che adottano i principi contabili nazionali la possibilità di dedurre le perdite generate dalla cancellazione dei crediti dal bilancio. L’Agenzia ricorda che per il bilancio 2013 le società potevano applicare due distinte versioni del principio contabile Oic n. 15 (quella nuova in consultazione e quella previgente) ed esamina conseguentemente le diverse casistiche trattate dai documenti.
Al riguardo viene chiarito che, nonostante la vecchia versione del principio contabile consentisse lo stralcio del credito anche in presenza di cessioni con clausola pro solvendo, queste ultime operazioni non consentono la deduzione della perdita ai sensi dell’articolo 101. Solo dalle cessioni pro soluto, che trasferiscono cioè all’acquirente i rischi di insolvenza del debitore può scaturire, a prescindere dalla versione contabile adottata, una cancellazione del credito che usufruisce dei requisiti di deducibilità.
In caso di cessione pro soluto di crediti non scaduti (nelle quali il differenziale tra prezzo e valore nominale incorpora generalmente anche una componente finanziaria), l’intera perdita contabile (da rilevare nella voce B.14 del conto economico a norma del nuovo documento Oic 15) costituirà, precisa l’Agenzia, un onere fiscalmente deducibile ai sensi dell’articolo 101 del Tuir. Se però l’impresa, in base al dato contrattuale (che potrebbe individuare componenti economiche di diversa natura insite nel prezzo di cessione), rileva nel conto economico anche un importo a titolo di oneri finanziari, quest’ultimo subirà le limitazioni previste dall’articolo 96 del Tuir (test del Rol).
L’Agenzia procede inoltre a integrare le istruzioni sulla deduzione dei minicrediti fornite con la circolare 26/E del 2013. Viene chiarito che la norma (deduzione automatica per crediti di modesto importo scaduti da oltre sei mesi) si applicava anche ai crediti la cui scadenza ultrasemestrale era maturata nel 2012 e a fronte dei quali erano già presenti in bilancio svalutazioni tassate operate in anni precedenti. La tardività della precisazione dovrebbe consentire alle imprese che non lo avessero fatto lo scorso anno di recuperare in Unico 2014 le corrispondenti deduzioni. La circolare conferma infine l’obbligo di imputare integralmente a perdita deducibile i fondi iscritti per masse in esercizi precedenti nei limiti dei minicrediti esistenti al 31 dicembre.

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