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Sulle cartelle rottamate uno sconto fino al 50% ma tempi più stretti

La partita tuttavia non finisce qui. Secondo alcune indiscrezioni in Parlamento sarebbero già pronti per essere presentati alcuni emendamenti volti ad estendere la «definizione agevolata» anche alla fase che precede l’iscrizione a ruolo, cioè a tutta la massa degli accertamenti fiscali. Il ragionamento che già si avanza è il seguente: se chi ha un debito conclamato può essere agevolato, perché chi ha un semplice accertamento no?
Così la voglia di condono sale e non è escluso che possano emergere tentativi parlamentari per un nuovo colpo di spugna: e c’è chi osserva che in Italia ci sono stati condoni edilizi ogni dieci anni, nel 1994 e nel 2005. Saremmo già in ritardo con l’appuntamento per il premio agli evasori.

Le cartelle esattoriali dal prossimo gennaio riporteranno la sola imposta non versata. Saranno cancellate interessi e sanzioni.
Resterà forse solo un aggio del 3% per la riscossione
Le cartelle esattoriali considerano oggi oltre l’imposta non pagata anche un lungo elenco di addizionali
Con la riforma via le addizionali. Così, ad esempio, il debito della stessa cartella calerebbe da 2590 a 1930 euro
ROMA.
Settantacinque miliardi di euro in cartelle da rottamare: 50 di crediti ancora esigibili e 25,4 attualmente oggetto di rateizzazione. E’ questa la platea della megasanatoria che consentirà a chi ha debiti conclamati con il fisco di metterci una pietra sopra. Dalle multe, all’Imu, dalla Tasi, all’Irpef, dall’Irap all’Iva: dal 1° gennaio del prossimo anno arriverà a tutti i contribuenti interessati forse l’ultima delle lettere di Equitalia che poco dopo sarà inglobata dall’Agenzia delle entrate. «Il suo debito è di questa entità, le proponiamo una definizione agevolata che le costerà la seguente cifra», suonerà più o meno la comunicazione.
La «rottamazione » arriva mentre tornano alla ribalta i dati del Mef sulle imposte non pagate dal 2010 al 2014 presentati in Parlamento, in base ai quali ogni anno mancano all’appello circa 109 miliardi di imposte: in media il 24% dei tributi dovuti sfugge alle casse dello Stato.
Una fotografia del fenomeno dell’evasione all’interno del quale ci sono anche 12,4 miliardi di tasse che non arrivano al fisco per errori di fatto o per impossibilità di pagare.
Tornando alla «rottamazione» la vecchia imposta dovuta dovrà essere versata per intero, così come gli interessi di «ritardato pagamento» che attualizzano l’entità del debito. Saranno invece cancellate le sanzioni che possono arrivare al 200 per cento, raddoppiando o triplicando la vecchia imposta, e gli interessi di mora. Tirate le somme lo sconto, rispetto a quanto si doveva senza rottamazione, andrà da un terzo al 50 per cento. Secondo le prime indiscrezioni sul testo del decreto, che attende di essere pubblicato in «Gazzetta ufficiale», non ci sarà un tetto massimo alla possibilità di accedere alla «rottamazione ». In bilico anche la riduzione dell’aggio di Equitalia che potrebbe scendere dal 6 al 3 per cento e addirittura annullarsi per la cartella sanata: ma su questo punto non c’è ancora certezza. Mentre sembra sicura la possibilità di rateizzare fino a 36 mesi il pagamento che consente di beneficiare della sanatoria.
Il nodo delle coperture, soprattutto per quanto riguarda la qualità di quelle relative alla posta «nuove entrate », che vale 8,5 miliardi, agita tuttavia la maggioranza e accende il clima politico. Di questa somma infatti circa 2 miliardi verranno dalla riapertura della voluntary disclosure, cioè dalla sanatoria del rientro dei capitali dall’estero e 2 dalla rottamazione (altri 2 sono già previsti nel tendenziale in virtù del normale svolgersi dell’attività di Equitalia). «Le coperture ci sono tutte», ha replicato ieri il premier Renzi. Ma la sinistra del Pd va all’attacco: «Il problema non è se e come si rottama Equitalia. Il problema è se si rottamano equità e fedeltà fiscali », ha detto ieri Pier Luigi Bersani. Assai critico anche Massimo D’Alema: «Finanziaria elettorale », ha sentenziato ieri. «C’è critica e chi ci prova», ribatte a tutti il presidente del Consiglio.

Roberto Petrini

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