Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sulle Borse un mini flash crash: indici in caduta senza reali motivi

Che cosa è successo ieri pomeriggio sulle Borse mondiali? Ponendo questa domanda nelle sale operative, a trader e addetti ai lavori, si raccolgono solo mugugni, «boh» e tentativi poco convinti di spiegazioni. Chi guarda alle tensioni tra Cina e Taiwan, chi alle dichiarazioni sui tassi del segretario al Tesoro Usa Janet Yellen, chi a non precisate incertezze. Chi indica possibili «flash crash» dovuti a chissà quali motivi. La realtà è che nessuno ha davvero capito come mai ieri, senza particolari ragioni, le Borse siano cadute: Milano ha chiuso in calo dell’1,81%, Francoforte del 2,49%, Parigi dello 0,89%, l’indice Eurostoxx dell’1,73% e anche le Borse americane si sono mosse sulla stessa lunghezza d’onda. Il tutto in un contesto di rinnovata volatilità (l’indice Vix è salito da 18 a 21 punti) e di rinata avversione al rischio, che ha anche portato verso il basso i rendimenti dei titoli di Stato. Il tasso dei Bund tedeschi è infatti sceso da -0,20% a -0,24%. Ma se i numeri sono ben visibili, i motivi lo sono molto meno.

Le (vaghe) ragioni di ieri

Se si cercano spiegazioni nel flusso di notizie di ieri si fatica a cavare un ragno dal buco. I due settori più penalizzati sono stati quello automobilistico (-3,17% nell’Eurozona) e quello tecnologico (-3,75%). Questo spiega il fatto che la Borsa di Francoforte (dove il settore auto pesa molto) e il Nasdaq (dove vale lo stesso per il tech) siano stati i listini più pesanti. Ma cosa abbia fatto tracollare i due settori è difficile a dirsi. Su quello automobilistico ha pesato il caso Ferrari (si veda articolo a fianco), ma è difficile che questo possa aver condizionato il mondo intero. Pesa molto di più la cronica carenza di chip, ma questa non è una notizia di ieri. E sul settore tecnologico ci sono ancora meno spiegazioni: certo, in un contesto di fine dei lockdown il comparto può soffrire, ma anche questa non è una novità di ieri pomeriggio. Tra l’altro i big tech hanno pubblicato risultati record negli ultimi giorni. Resta dunque senza risposta la domanda relativa all’improvviso brusco calo di ieri: perché? Perché proprio ieri? Cosa ha fatto cadere i listini mondiali in pochi minuti nel pomeriggio di mezzo punto percentuale?

Le ragioni profonde

La realtà è probabilmente un’altra: sul mercato sta iniziando a crescere un malessere. Il malessere di chi ha già mangiato e digerito tutte le migliori pietanze che il post-Covid potesse offrire: la campagna vaccinale che prosegue, l’economia globale che cresce, gli stimoli fiscali senza precedenti sia negli Usa sia in Europa, le banche centrali super-accomodanti, gli utili aziendali da record. Ora il mercato si domanda cosa possa accadere in futuro. Il mercato ha la pancia piena di buone notizie, ormai vive da mesi come se la pandemia fosse passata, e si chiede: e ora?

Qui viene il problema: nonostante le rassicurazioni, sul mercato si fa sempre più strada il timore che le banche centrali saranno costrette a ridurre i loro super-stimoli monetari prima del previsto. «Lo spettro del tapering (cioè dell’uscita dalle politiche monetarie ultra-espansive, ndr) sta tornando su scala globale – osservano gli economisti di Commerzbank -. Mentre la Bank of Canada l’ha annunciato settimana scorsa e la Bank of England potrebbe discuterlo questa settimana, anche in seno alla Bce qualcuno inizia a ipotizzare una futura uscita dal programma Pepp. E mentre la Fed annuncia di restare espansiva, i commenti di uno dei membri del consiglio (Kaplan) dimostrano che c’è dissenso all’interno della banca centrale». Ieri è arrivata Janet Yellen, segretario al Tesoro Usa ed ex presidente della Federal Reserve, a ventilare questa ipotesi: se l’economia Usa si surriscalda, può essere opportuno alzare un po’ i tassi. Perché proprio ieri tutto sia caduto resta un mistero (gli orari non coincidono con le parole di Yellen), ma il malessere sui mercati inizia a circolare. L’umore generale sembra cambiare.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vietato giocarsi il futuro del Paese, usando la giustizia come pericoloso terreno di conflitto. O pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

C’è una gag, in vita Arenula. La riforma del processo civile, la più importante di tutte perché...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da quando ha messo piede in via Arenula il 13 febbraio la giurista Marta Cartabia ha perseguito un o...

Oggi sulla stampa