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Sulle Borse tensione da rating

Alta volatilità sui listini e debiti sovrani ancora sotto pressione. Forti ribassi sulle Borse dei Paesi periferici e perdite più contenute su quelle del Nord Europa. Il copione seguito ieri dai mercati finanziari non è tanto diverso da quello dei giorni scorsi se non fosse che ieri la speculazione, oltre alle “solite” Italia e Spagna, ha colpito anche la Francia. A chiusura di contrattazioni l’indice Cac40 della Borsa di Parigi ha perso il 2,05% con una performance più simile al Ftse Mib di Milano (-2%) e all’Ibex35 di Madrid (-2,42%) che al Dax di Francoforte (-0,9%) o al Ftse 100 di Londra che ha chiuso la seduta invariato.
Timori sulla Francia
La performance negativa di Parigi si spiega con le voci di un possibile downgrade del debito francese da parte di Moody’s. Rumors che, insieme ai timori espressi da Fitch sull’Olanda, hanno tenuto banco ieri sui mercati. Nonostante le positive aste di Parigi e Madrid, che hanno collocato con successo 13,5 miliardi di euro di titoli governativi registrando una buona domanda, anche ieri gli spread sono risaliti. Il differenziale tra Bund e BTp è salito di circa il 3,6% per chiudere a 392 punti con rendimenti sul decennale al 5,62 per cento. Alta tensione anche sulla Spagna con lo spread salito a 423 punti dai 417 di mercoledì. Il balzo più consistente tuttavia lo ha messo a segno il differenziale tra gli Oat francesi e i Bund tedeschi, passato da 127 a 141 centesimi, livello che non vedeva dallo scorso gennaio, mese in cui la Francia perse la tripla A per mano di Standard & Poor’s. E non è una coincidenza. Sono state infatti le voci di un nuovo downgrade, questa volta da parte di Moody’s, a innescare le vendite. Voci alimentate da un report di Citi uscito mercoledì sera, in cui si faceva esplicitamente riferimento al rischio di una nuova bocciatura da parte dell’agenzia «entro l’autunno» come conseguenza dell’outlook negativo sul debito di Parigi deciso lo scorso 13 febbraio. Il Governo francese ha negato di aver ricevuto una notifica in questo senso. Da parte sua l’agenzia ha precisato che mettere sotto osservazione dei titoli non significa necessariamente che ci sarà un downgrade. Nonostante le smentite tuttavia il mercato ha venduto a mani basse. I rumor sul downgrade arrivano infatti in un clima di incertezza per le imminenti elezioni presidenziali con il primo turno in calendario il prossimo weekend. Il socialista Hollande è al momento il favorito sul presidente il carica Sarkozy. Il mercato scommette su un’eventuale cambio della guardia all’Eliseo in uno scenario che vedrebbe il nuovo esecutivo avere un’impostazione meno orientata all’austerity.
Allarme Fitch sull’Olanda
I timori di «contagio» sulla Francia, alla vigilia delle elezioni, sono stati inoltre accentuati dal possibile downgrade di un altro Paese a tripla A: l’Olanda. «Se il Governo non porrà un freno alla crescita di deficit e debito saremo costretti a tagliare il rating» ha detto esplicitamente Chris Pryce, dirigente di Fitch in un’intervista al Daily Telegraph. L’agenzia prenderà il caso in esame il prossimo giugno e, con ogni probabilità, metterà il rating di Amsterdam sotto osservazione.
Le aste di Madrid e Parigi
Mentre anche i Paesi «core» dell’Eurozona soffrono, la pressione sui periferici non si arresta nonostante la buona domanda registrata all’asta spagnola: Madrid ha collocato titoli a due e a 10 anni per 2,54 miliardi di euro al di sopra del target fissato dal Tesoro di 2,5 miliardi con una domanda sostenuta e rendimenti in salita: il benchmark a 10 anni è stato collocato al 5,743%, in linea con i livelli del secondario e sopra quello della precedente asta di gennaio al 5,403%. La domanda è stata di 2,42 volte l’offerta. Sull’altra scadenza, a due anni, i tassi si sono mostrati leggermente inferiori rispetto all’ultima asta simile, calando a 3,463% contro il 3,495% dello scorso 6 ottobre. Risultati positivi anche dalla Francia, che ha collocato titoli per 7,973 miliardi di euro, vicino al limite massimo della forchetta prevista (7-8 miliardi) con un tasso dell’1,83% sulla scadenza a 5 anni in rialzo rispetto all’1,78% registrato nell’asta del 15 marzo.
In calo anche Wall Street
L’andamento negativo delle Borse europee ha influenzato anche la seduta di Wall Street (-0,52% l’S&P500, -0,53% il Dow Jones e -0,79% il Nasdaq). L’andamento della piazza di New York è stato penalizzato poi da una serie di dati macroeconomici peggiori delle attese. In particolare ha deluso il mercato del lavoro con un calo delle richieste settimanale di sussidi di disoccupazione di 2mila unità contro attese di 5mila. Male anche le vendite di case esistenti, calate a marzo del 2,6% mentre gli analisti si attendevano un +0,4%.

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