Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sull’autoriciclaggio si cerca l’accordo

L’introduzione del reato di autoriciclaggio torna a rallentare l’iter di approvazione del Ddl sul rientro dei capitali, dividendo le forze politiche. Al punto che ieri il Governo si è visto costretto a intervenire in commissione Finanze della Camera, dove ripartiva la discussione sul testo già da mesi in attesa della calendarizzazione in Aula, per promettere una riformulazione dell’illecito capace di coniugare meglio i divergenti interessi in campo.
Il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, ha precisato che il veicolo legislativo per disciplinare l’autoriciclaggio non sarà il Ddl criminalità messo a punto dal ministero della Giustizia, ma sarà il Ddl sulla voluntary disclosure già incardinato a Montecitorio. Casero ha poi chiesto qualche giorno di ulteriore riflessione, visto che la prossima settimana il Governo intende depositare un proprio emendamento. «Al momento – ha aggiunto Casero – non c’è ancora una versione ufficiale. I testi vanno ancora aggiustati e noi non li abbiamo visti. Aspettiamo. Dopo di che chiederemo di andare avanti spediti per portare a casa il provvedimento».
La versione dell’autoriciclaggio contenuta nel Ddl criminalità che prevede la punibilità – con la pena della reclusione da due a otto anni – solo nei casi in cui sia stato commesso un delitto non colposo punito con la reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni (resterebbero fuori le truffe e alcuni reati tributari con soglie massime più basse) e si sostituisca, trasferisca o impieghi il frutto di questi illeciti «in attività economiche o finanziarie», escludendola qualora «il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla utilizzazione o al godimento personale», quindi potrebbe essere superata. Il Governo cercherà un diverso “compromesso” anche rispetto alla versione più severa contenuta nei Ddl sul rientro dei capitali all’esame della Camera e ispirata dal lavoro svolto dal procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, che, tra le altre cose, non fa riferimento a soglie di punibilità e fissa sanzioni più dure. Per esempio si potrebbe diversificare le pene in base a quelle del reato presupposto.
Quanto al Ddl criminalità predisposto dal dicastero guidato dal Guardasigilli Andrea Orlando, alleggerito della voluntary, dovrebbe sbarcare presto in Parlamento. Il provvedimento rivede le norme sul falso in bilancio e sulle false comunicazioni sociali dopo la riforma del 2001 a opera del Governo Berlusconi. L’attività di mistificazione contabile della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società è punita con la reclusione da due a sei anni (da 3 a 8 per le quotate) ed è perseguibile anche d’ufficio in caso di danni «di rilevante gravità», fermo restando il doppio binario della procedibilità d’ufficio per le società quotate e a querela in alcuni casi per le non quotate. Sono poi apportate modifiche al codice delle leggi antimafia in merito al rafforzamento delle indagini patrimoniali e delle ipotesi di amministrazione e controllo giudiziario di attività economiche oggetto di infiltrazioni criminali, così come di scioglimento degli enti locali coinvolti in fenomeni di condizionamento mafioso.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa