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Sull’auto conti a base variabile

Costi dell’auto un po’ meno misteriosi dopo la recente circolare n. 12/E/2013 del l’agenzia delle Entrate, che aiuta a districare il ginepraio della quota di indeducibilità dei costi degli autoveicoli utilizzati dalle imprese e dai professionisti (ivi compresi quelli «in benefit» a dipendenti o amministratori), creato da due disposizioni che si sono accavallate nel corso del 2012.
Il testo dell’articolo 164 del Testo unico delle imposte sui redditi, vigente sino al periodo d’imposta in corso al 18 luglio 2012 (data di entrata in vigore della legge di riforma del mercato del lavoro, legge 92/2012) prevedeva, infatti:
– per le autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli diversi da quelli destinati a essere utilizzati come beni strumentali nell’attività d’impresa (nel senso indicato dalle circolari n. 37/E/1997 e 48/E/1998), una deducibilità dei costi pari al 40% (con limiti quantitativi per ammortamenti, leasing e noleggi), tanto per le imprese quanto per i professionisti (fatto salvo l’80% per agenti di commercio e simili);
– per gli stessi veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta, una deducibilità (senza i limiti quantitativi sopra descritti) pari al 90 per cento. In caso di uso promiscuo da parte di amministratori non svolgenti attività di lavoro autonomo, la deducibilità era consentita secondo quanto stabilito dalla circolare n. 1/E/07 (integrale sino a copertura del fringe benefit, limitata al 40% per i costi eccedenti).
In base all’articolo 4, comma 72, della legge 92/2012, per i periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 18 luglio 2012 la deducibilità è scesa al 27,5% per le auto aziendali e professionali e al 70% per quelle a uso promiscuo dei dipendenti, con il solito criterio “misto” per le auto concesse agli amministratori anche per l’uso personale.
La prima percentuale si è poi ulteriormente ridotta al 20% per effetto dell’articolo 1, comma 501, della legge 228/ 2012 (Stabilità 2013), restando invariata al 70% la deducibilità per l’auto concessa in uso ai dipendenti.
Già la disposizione della legge Fornero imponeva il ricalcolo degli acconti d’imposta “storici” sulla base delle percentuali ridotte, e la legge di stabilità ha richiamato tale norma. Ne emerge il quadro che segue.
Per le società con periodo coincidente con l’anno solare, la percentuale del 27,5% non risulta mai effettivamente applicabile, poiché si passa dal 40% del 2012 (con cui determinare il relativo saldo d’imposta) al 20% del 2013 (con cui calcolare gli acconti), come evidenziato negli esempi pubblicati a lato. Idem per le percentuali del 90% e del 70% per le auto in benefit.
Tuttavia, nelle istruzioni a Unico 2013 SC (pagina 23) si legge che le modifiche imposte dalla «legge di stabilità» sostanzialmente retroagirebbero alla data di entrata in vigore della «legge Fornero» (19 luglio 2012), come se queste ultime non fossero mai state vigenti. Poteva sembrare, pertanto, che anche chi ha avuto, nel 2012, un periodo d’imposta iniziato dopo il 18 luglio e terminato a fine anno (tipico il caso delle operazioni straordinarie) avrebbe dovuto applicare le medesime aliquote di deducibilità.
Questa interpretazione, in linea con quanto previsto dalla relazione di accompagnamento alla legge di stabilità e con il pregio della semplicità (al di là dell’oramai abituale seccatura di rideterminare gli acconti “storici”), si presenta però in violazione dello Statuto del contribuente (legge 212/2000, articoli 1 e 3), a norma del quale le disposizioni tributarie non possono essere retroattive salvo deroga espressa alle norme statutarie, deroga che non è presente nella legge di stabilità.
Per cui non si comprendeva a quale titolo una società con periodo d’imposta iniziato dopo il 18 luglio 2012 e finito il 31 dicembre 2012 dovesse versare il saldo utilizzando la percentuale di deducibilità del 20% (e non il 27,5%), sulla base di una norma non ancora in vigore e non espressamente retroattiva.
La circolare n. 12/E rimette le cose a posto, attribuendo alla modifica inserita dalla legge di stabilità decorrenza dal 1º gennaio 2013, con effetto sugli acconti. Nel caso sopra descritto, pertanto, il saldo dovrebbe essere calcolato con la percentuale del 27,5%, utilizzando il 20% solo per rideterminare gli acconti “storici” del periodo successivo. Nessun problema per i veicoli in benefit: la riduzione al 70%, infatti, era in vigore già da luglio 2012.

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