Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sulla Tares battaglia ancora aperta

Nell’ordine del giorno ufficiale del Consiglio dei ministri di oggi, della Tares non c’è traccia. Sul rinvio del nuovo tributo sui rifiuti, e sul contestuale ritorno in gioco delle vecchie Tarsu e Tia, si sta però ancora lavorando, e c’è qualche chance per un intervento in extremis. Anche perché ieri sindaci, sindacati e imprese del settore hanno annunciato nuovamente battaglia, ed è tornato a risuonare il coro politico che chiede di agire e che ora va dal Pd al Pdl. L’ostacolo da superare sembra rappresentato prima di tutto dai rilievi dell’Economia, alla ricerca di garanzie sulla «copertura integrale dei costi» prevista dalla Tares. Un fatto comunque è certo: se intervento ci sarà, non sarà risolutivo.
Anche per questa ragione l’agenda Tares va già oltre il Consiglio dei ministri di questa mattina. Oggi di Tares si occuperanno anche i “saggi” nominati dal Quirinale, come ha spiegato il senatore Pd Filippo Bubbico che presiede la «commissione speciale» a Palazzo Madama e che del gruppo economico dei “consulenti” quirinalizi è quindi un componente di peso: alle 15, invece, il presidente dell’Anci Graziano Delrio incontrerà a Palazzo Chigi una super-delegazione del Governo, guidata dal premier Mario Monti e composta dai ministri Grilli (Economia), Moavero Milanesi (Affari europei, oltre che “saggio”) e Barca (Coesione territoriale) per parlare proprio di Tares oltre che di Imu e di revisione del Patto di stabilità (almeno per l’esclusione dei piccoli Comuni).
Insomma, il lavorio è intenso, anche perché nel generale caos di queste settimane la Tares non fa eccezione, e ognuno degli attori in campo ha i suoi motivi per cannoneggiare il tributo. Le 500 aziende di igiene urbana, insieme ai Comuni, hanno lanciato l’allarme sulla crisi di liquidità legata al rinvio a luglio della prima rata, che le costringe a lavorare gratis per una parte importante dell’anno e mette a rischio i pagamenti ai fornitori (proprio mentre si prova a sbloccare i vecchi debiti del sistema pubblico) e, in prospettiva, gli stipendi ai 65mila lavoratori nel settore. Il “rinvio” di cui si sta discutendo risolverebbe questo problema perché, riportando in gioco Tarsu e Tia, consentirebbe alle aziende di ricominciare subito a fatturare, e quindi a respirare.
Diverso è l’orizzonte per i contribuenti. Un primo aumento generalizzato, dettato dalla «maggiorazione locale» da 30 centesimi al metro quadrato, sembra al momento fuori discussione, perché nessuna delle misure ipotizzate dal Governo lo rinvierebbe. Lo slittamento costerebbe un miliardo all’Erario, che ha già tagliato le risorse ai Comuni proprio in vista del nuovo carico sui contribuenti: senza una copertura alternativa, la prima rata resterebbe quindi in programma a luglio, spingendo la Cna a chiarire che comunque saranno «disattesi ancora una volta gli interessi delle imprese».
Un terzo fronte, ancora più bollente, è legato agli aumenti che le famiglie (fino al 25%), artigiani e commercianti (fino al 650% rispetto alla Tarsu) si vedrebbero recapitare con la Tares. Sul tema il decreto preparato dal ministero dell’Ambiente, riesumando tout court i vecchi prelievi, potrebbe mettere un punto fermo, offrendo qualche mese in più per rivedere le regole. Proprio qui si appuntano però le obiezioni dell’Economia, perché la Tares per legge finanzia in modo «integrale» i costi dell’igiene urbana, con una garanzia che il ritorno alla Tarsu non offre. Un’ipotesi, quindi, è l’arrivo di una Tarsu “rafforzata” dall’obbligo di copertura integrale dei costi, che non sarebbe forse “severa” come la Tares ma produrrebbe comunque per tutti un aumento aggiuntivo rispetto alla «maggiorazione» locale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa