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Sul whistleblowing prima i casi più gravi

La gravità dei comportamenti segnalati indica l’ordine di priorità dei casi di whistleblowing da trattare, insieme all’assenza di procedure chiare per le segnalazioni e ai tempi dell’inerzia da parte del responsabile anticorruzione. E per garantirne gli effetti, è utile ripresentare le segnalazioni precedenti al 29 dicembre 2017, data di entrata in vigore della legge 179, se sono ancora attuali e rispondono ai criteri fissati dalla norma.
Le due indicazioni arrivano dall’Anac, che ha messo in consultazione (osservazioni fino al 30 settembre) il regolamento sulle sanzioni nella tutela dei whistleblower e, in un comunicato pubblicato nei giorni scorsi, ha fornito una serie di istruzioni operative ai segnalanti di presunti illeciti e alle amministrazioni pubbliche per il corretto utilizzo della piattaforma informatica, al fine di garantire al meglio la tutela della riservatezza dell’identità del segnalante, del contenuto della segnalazione e della documentazione allegata.
La platea dei soggetti interessati al regolamento e al comunicato è molto estesa. Include non solo tutti i dipendenti pubblici, compreso il personale in regime di diritto pubblico, ma anche i dipendenti degli enti pubblici economici e degli enti di diritto privato sottoposto a controllo pubblico in base all’articolo 2359 del Codice civile. Nella platea rientrano anche i lavoratori e i collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica, vale a dire tutti quei soggetti richiamati dall’articolo 54-bis, comma 2 del Dlgs 165/2001.
Il regolamento, nel rispetto dei principi generali stabiliti dalla legge 241/1990, disciplina prima di tutto le modalità di presentazione delle segnalazioni: l’acquisizione generalmente attraverso il modulo della piattaforma informatica disponibile sul sito dell’Anac che utilizza sistemi di crittografia per garantire la riservatezza del segnalante. In proposito le indicazioni si incrociano con quelle del comunicato sulla piattaforma informatica, dove peraltro l’Anac invita le Pa e gli altri enti a collaborare adempiendo in particolare all’obbligo di pubblicare il nominativo del responsabile anticorruzione nella sezione «Amministrazione Trasparente».
Importanti sono le indicazioni sull’ordine di priorità per il trattamento delle comunicazioni e segnalazioni nelle distinte fattispecie di violazioni delle norme poste a tutela dei whistleblowers (articolo 54-bis, comma 6). A guidare è la gravità delle misure discriminatorie, l’assenza di procedure per l’inoltro e gestione delle segnalazioni e l’inerzia del responsabile anticorruzione per mancato svolgimento di attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute.
Il regolamento si occupa poi delle modalità attraverso le quali si svolge l’azione sanzionatoria: avvio di procedimento, presentazione di memorie, richiesta di audizione, e chiede di prevedere un adeguato bilanciamento tra l’esigenza di celerità dell’intervento dell’Anac e le garanzie procedimentali. Un altro bilanciamento delicato è quello tra trasparenza e riservatezza, prevedendo la pubblicazione sul sito dell’Anac dell’eventuale provvedimento sanzionatorio emesso, disponendo anche la pubblicazione sul sito dell’amministrazione o dell’ente. Al contempo, per tutelare la riservatezza dell’identità del segnalante, il provvedimento può essere pubblicato su delibera del Consiglio di Anac anche in forma parzialmente anonima o escluderne la pubblicazione.

Manuela Sodini

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