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Sul web accesso limitato ai condòmini

Il garante della Privacy detta le nuove regole dopo la riforma del condominio. Con il vademecum pubblicato ieri sul sito (www.garanteprivacy.it) si sono aggiunte parecchie precisazioni sul corretto comportamento da tenere (specialmente da parte dell’amministratore).
Anzitutto i numeri telefonici: l’amministratore può usarli solo se pubblici (cioè negli elenchi pubblici) o con il consenso espresso e non possono essere comunicati a terzi. Peggio ancora per i dati sanitari, il cui uso è permesso solo in caso di delibere o lavori su barriere architettoniche o per danni subiti negli spazi comuni. Mentre al contrario deve comunicare ai condomini i suoi recapiti (anche telefonici), che vanno anche affissi sull’edificio.
In assemblea, invece, non può partecipare un esterno tranne i delegati o i tecnici chiamati a illustrare un problema (ma solo per il tempo necessario). E anche la videoregistrazione è lecita solo con il consenso di tutti gli interessati. Viene confermato che in bacheca non si possono affiggere comunicazioni personali né riguardanti le morosità (sui morosi, però, i condomini possono avere notizie direttamente dall’amministratore). I dati sui morosi vanno invece comunicati ai creditori, come previsto dalla riforma del condominio (legge 220/2012). Il rendiconto del c/c bancario, come prescrive la riforma, è accessibile a ogni condomino.
Sulla videosorveglianza non ci sono grandi novità: lecita quella per fini personali effettuata da persone fisiche (sulla porta dell’appartamento) e anche sulle aree comuni, segnalandola e conservando le registrazioni per non oltre 48 ore.
Nuove, invece, le regole sul condominio digitale, dato che è la riforma a prevedere la possibilità dei siti web condominiali: potranno essere messi online solo i documenti adottati con delibera e l’accesso è riservato ai condomini, tramite password individuale.
Ogni condomino ha poi il “diritto di accesso” per conoscere i suoi dati custoditi dall’amministratore ma non quelli riferiti all’intero condominio (per esempio i dati relativi al contratto di locazione di un’unità immobiliare di proprietà condominiale) a meno che non sia stato incaricato espressamente dall’assemblea. Gli inquilini non possono accedere ai dati sulla gestione condominiale, ma solo ai propri.
In ogni caso anche il singolo condomino che ne venga a conoscenza non può comunicare a terzi i dati personali degli altri condomini senza il loro consenso. Escluse dalla disciplina della privacy sono invece le normali comunicazioni tra vicini, tranne che vengano diffuse sul web o su cartelli affissi nell’edificio.

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