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Sul voto per rinnovare gli Ordini il vincolo della parità di genere

Riformato il regolamento elettorale, che ora rispetta il principio della parità di genere, ci si avvia verso il rinnovo degli Ordini territoriali dei commercialisti. In difficoltà, invece, gli ingegneri: il 16 settembre dovevano dare il via alle procedure elettorali e invece si naviga nell’incertezza perché il regolamento elettorale non tiene conto della parità di genere nella formazione delle liste (si veda l’articolo sotto). Al contrario, gli architetti, pur non avendo nel proprio regolamento elettorale disposizioni ad hoc sulle quote rosa, stanno comunque portando a termine senza problemi il rinnovo degli organi territoriali. Diversamente dagli avvocati che, chiamati a inizio ottobre alle elezioni suppletive in nove Ordini per integrare il Consiglio nazionale, hanno già all’interno della propria legge professionale le regole per garantire l’equilibrio di genere.

La modifica dei commercialisti

Le elezioni per il rinnovo degli Ordini territoriali dei commercialisti erano state sospese dal Consiglio di Stato per il mancato rispetto della parità di genere, censura a cui si è posto riparo introducendo nel regolamento elettorale il meccanismo per cui in ogni lista le candidature femminili devono rappresentare almeno i 2/5 dei candidati.

Un passaggio che, invece, gli avvocati – i quali nel 2023 rinnoveranno gli Ordini territoriali – non hanno dovuto affrontare. Le regole elettorali della categoria già prevedono, infatti, che nelle liste almeno un terzo dei candidati appartenga al genere meno rappresentato. «Non abbiamo le quote rosa – spiega Maria Masi, presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense – ma il meccanismo garantisce comunque che nella competizione elettorale ci sia un’equa rappresentanza dei generi». Tant’è che su 1.944 consiglieri eletti negli Ordini forensi territoriali, 812 (il 41,7%) sono donne e 30 ricoprono la carica di presidente.

Una commissione per i notai

Anche nel notariato non è prevista ancora alcuna modifica al regolamento elettorale, ma è stata creata una commissione pari opportunità. Il presidente di categoria è una donna (Valentina Rubertelli) e se si guarda ai consigli notarili locali, su 91 distretti, 20 sono guidati da donne (il 22%).

Neanche i consulenti del lavoro hanno una disciplina specifica per le quote di genere. «Il grado di coinvolgimento delle donne negli organi di categoria – spiega Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale – è, tuttavia, molto soddisfacente». Infatti i consiglieri dei 106 Ordini provinciali sono circa 700 e la componente femminile arriva al 40%, con 31 donne presidente. «Il tema – aggiunge Calderone – è comunque oggetto di approfondimenti per individuare il sistema elettorale che meglio garantisca l’effettiva tutela del genere meno rappresentato».

Il Consiglio nazionale degli architetti è stato rinnovato a marzo, mentre per gli Ordini territoriali la tornata elettorale non è ancora completa: mancano Milano e Roma. Fino a ora hanno votato 105 Ordini territoriali senza alcun ricorso nonostante il regolamento non tuteli espressamente le differenze di genere. «C’è comunque un certo equilibrio – commenta Lilia Cannarella, componente del Consiglio nazionale- in termini di rappresentanza. Il sistema mi sembra si muova come il Paese e le pari opportunità trovano un maggiore equilibrio al Nord, rispetto al Centro e al Sud, sia in termini di consiglieri che di incarichi ufficiali».

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