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Sul tavolo tre offerte, ma è Lufthansa che ha più chance

È appeso al nuovo governo il destino di Alitalia in attesa della pubblicazione del decreto che dovrebbe arrivare entro il 30 aprile con cui viene posticipato di sei mesi l’avvio del negoziato in esclusiva per il closing della cessione del vettore. Un percorso ad ostacoli che inevitabilmente allunga la procedura che si doveva di fatto chiudere alla fine di questo mese.
Tutto rimandato al prossimo esecutivo, il cui timing è ora nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per il resto nebbia fitta da quando – qualche giorno fa – il ministro uscente dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si è espresso positivamente nei confronti dell’offerta di Lufthansa, ritenendola quella che in questi mesi ha fatto più progressi in termini di rotte intercontinentali e di personale, un’offerta tuttavia «da migliorare», secondo quanto dichiarato dal ministro.
L’uscita di Calenda ha lasciato stupiti alcuni dei partecipanti delle altre cordate scesi in campo anche per contrastare l’avanzata di Lufthansa, quest’ultima reduce dal salvataggio di Air Berlin, la compagnia tedesca che come Alitalia faceva parte del network del vettore emiratino Etihad. In attesa del nuovo governo, con la presentazione delle rispettive offerte in campo restano oltre Lufthansa, anche easyJet con il consorzio di cui fanno parte il fondo americano Cerberus, Air France-Klm e l’americana Delta, fino al vettore ungherese low cost Wizz Air.
Come Lufthansa, anche easyJet si è detta interessata a una Alitalia ristrutturata, allineandosi di fatto con il concorrente tedesco che da tempo ha posto come condizione una «New Alitalia» ristrutturata con tagli al personale e alla flotta.
Nel frattempo si attende il decreto che oltre a posticipare di fatto il closing per la cessione, dovrebbe spostare di tre mesi anche il limite del prestito ponte di 900 milioni di euro, da settembre fino alla fine dell’anno. Il ritardo nella pubblicazione del decreto, atteso a giorni (si veda l’altro articolo qui in pagina), potrebbe essere dovuto proprio all’intervento della Commissione europea sulla concorrenza, che vuole valutare se si tratti di aiuti di Stato. E tra gli aspetti che la Commissione si appresta a valutare ci sarebbe anche quello della durata del prestito, che da maggio 2017 verrebbe posticipato con il decreto oltre la durata massima di sei mesi prevista dagli orientamenti per i prestiti di salvataggio.
Nell’intenzione del governo uscente ci sarebbe l’obiettivo di assicurare ai commissari e agli acquirenti condizioni di maggiore certezza, alla luce di un auspicabile insediamento del nuovo governo entro l’estate. Al nuovo esecutivo spetterà il compito anche di valutare l’ipotesi di un eventuale ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, in veste di garante a fianco dell’acquirente di Alitalia.

Mara Monti

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