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Sul tavolo Consob la richiesta di Ubi: «L’Ops è inefficace»

Ubi conferma di aver sottoposto alla Consob «alcuni profili» rispetto all’Ops proposta da Intesa e, in particolare, il fatto che l’offerta a suo dire «è divenuta inefficace» perché si è verificata la cosiddetta condizione Mac (material adverse clause) e per questo motivo «l’offerente si sarebbe dovuto esprimere tempestivamente sulla rinuncia a tale condizione, non potendo invece riservarsi di confermare se l’offerta valida oppure no al termine del processo, perché l’offerta è e deve essere irrevocabile». Legittimo per la banca oggetto di un’offerta di scambio (che non ritiene amichevole) mettere in campo tutti gli strumenti per difendersi. La questione, però, è che al momento l’offerta non è ancora formalmente partita. E quindi, come già anticipato ieri da Il Sole 24 Ore, il collegio della Consob non può esprimersi sulla materia. Come risulta a Il Sole, infatti, l’altroieri Consob ha esaminato e preso atto solo dei documenti al momento ufficiali: il comunicato di Intesa sull’Ops e i rilievi avanzati dai legali di entrambe le banche. La bozza di documento di offerta, depositata in Consob a inizio marzo, è in fase di istruttoria e di implementazione da parte degli uffici: arriverà all’esame del collegio solo quando il processo sarà ultimato e a quel punto si valuterà l’approvazione. Solo dopo il via libera esisterà effettivamente un’offerta. Nel comunicato diffuso ieri da Ubi a seguito delle anticipazione del Il Sole, la banca sostiene che i suoi rilevi non si riferivano a condizioni inerenti i conti di Ubi e, come scritto dal giornale, «all’effetto del Covid-19 che avrebbe contribuito a deteriorare il profilo finanziario e creditizio della banca»; anzi, sottolinea, «i dati relativi l primo trimestre hanno confermato la solidità dei risultati economici e patrimoniali». Certo intanto è arrivato il downgrade di Fitch in scia a quello dei BTp, con l’outlook graziato solo dal fatto che sul tavolo ci sia l’offerta di Intesa. Quello che la ex popolare – ieri in calo del 3,87%, più del settore – non spiega è che la Mac è una clausola, inclusa di default in quasi tutti i contratti di acquisizione, legata ad effetti sfavorevoli intervenuti fra il momento dell’accordo e il closing. Essa fornisce all’acquirente il diritto di recedere dal contratto oppure di chiedere la revisione del prezzo. Si tratta di una clausola a favore dell’acquirente il quale, evidentemente, recede o chiede la revisione del prezzo certo non per pagare di più, ma per spendere di meno perché ritiene che l’oggetto della transazione abbia nel frattempo perso parte del suo valore. Non a caso ieri fonti finanziarie hanno fatto notare che, per quanto riguarda Ubi, «c’è una contraddizione evidente tra il prospettare l’avvenuto avveramento della condizione Mac e il considerare gli effetti dell’epidemia da Covid-19 del tutto privi d’impatto sull’evoluzione del piano industriale di Ubi».

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