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E sul salvataggio della banca nasce un business

BARI — Gli azionisti della Banca Popolare di Bari devono guardarsi anche dalle tante attenzioni di avvocati e di alcune associazioni di consumatori. Da quando è scoppiato il bubbone, con la fine dell’impero degli Jacobini e il commissariamento deciso dalla Banca d’Italia, si sono d’improvviso moltiplicate le iniziative di associazioni e studi legali in favore di migliaia di azionisti che rischiano davvero di perdere tutto. C’è chi si è mosso in tempi non sospetti. È il caso di Avvocati dei consumatori o del Comitato di tutela degli azionisti (composto da Confconsumatori insieme con Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Lega Consumatori e Unione nazionale consumatori), che seguono la vicenda almeno da fine 2016: era il momento del calo delle azioni da 9,15 a 7,50 euro, che provocò le prime preoccupazioni fra i soci.
Ma negli ultimi mesi, con il precipitare della situazione, su Bari si sono concentrate le attenzioni di altre realtà. È il caso dell’associazione Vittime del Salva banche, guidata da Letizia Giorgianni: alla guida dei risparmiatori azzerati di Banca Etruria (è stata anche candidata alle politiche del 2018 con Fratelli d’Italia), da marzo scorso ha acceso i riflettori su Bari con convegni, cartelloni pubblicitari e, infine, con la manifestazione del 17 dicembre davanti alla sede centrale della banca. A dicembre è poi spuntato Siti, il Sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio. Lo sbarco ufficiale a Bari è avvenuto con una assemblea in Fiera del Levante a cui hanno preso parte quasi 400 azionisti. Non sono mancati momenti di tensione, soprattutto quando sono state rese note le quote associative al sindacato: da 100 euro a 258 euro per chi possiede titoli oltre i 30 mila euro. «Se qualcuno storce il naso per le nostre quote, dovrebbe arrabbiarsi molto di più per le quote delle altre associazioni», replica Domenico Bacci, segretario nazionale del Siti, che chiede anche una percentuale fissa del 15 per cento calcolata sugli importi dei rimborsi o risarcimenti eventualmente liquidati. «Noi ci stiamo semplicemente assumendo il rischio di aver lavorato gratis e siamo i più esperti nella tutela degli azionisti». E l’assemblea, sostiene, ha avuto successo: «Abbiamo suscitato molto interesse. Siamo subissati dalle telefonate».
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