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Sul numero di banche Ue il Fondo monetario sbaglia

Gli ultimi dati del Fondo monetario internazionale (Fmi) sulla presenza di banche in Europa ed in Italia sono una buona occasione per fare un po’ di chiarezza. Secondo il Fondo ci sono troppe banche nell’Eurozona. Da un semplice confronto con gli Stati Uniti appare evidente che le cose non stanno così. Gli Usa oggi contano 326 milioni di abitanti, circa 6000 banche, di cui 5 500 community bank (banche locali e regionali), più circa 6000 credit unions (simili alle banche di credito cooperativo), per un totale di 12 000 istituti di credito.
L’attuale popolazione dell’Eurozona è di 340 milioni di persone per 5 500 banche su base non consolidata. Certo, esistono alcune banche deboli, e il fenomeno si riscontra tanto fra i gruppi di grandissime proporzioni, quanto fra le banche di medie-piccole dimensioni. Di sicuro si impongono fusioni e acquisizioni, ma ciò non significa che vi siano troppe banche nell’Eurozona. Secondo gli ultimi dati, con le fusioni di gran parte delle Bcc entro un anno in Italia saranno operative meno di 140 banche, che corrisponde circa allo stesso numero di community bank che operano in Kansas o in Oklahoma, stati Usa con meno di 4 milioni di abitanti.
In Italia il 95,3% delle imprese ha meno di 10 dipendenti, per un totale di circa 4 milioni. Una struttura più ridotta rispetto al resto d’Europa. Queste imprese, svolgono un ruolo di primo piano in termini di addetti e di valore aggiunto, esse dipendono in misura importante dal settore bancario per il finanziamento delle loro attività; in questa situazione l’Italia è peraltro in Europa il secondo maggior paese manifatturiero e industriale e la seconda economia orientata alle esportazioni, grazie alla grande flessibilità ed enorme capacità di ripresa che hanno sempre dimostrato le nostre imprese.
Il confronto con gli Stati Uniti permette anche una riflessione sulla dimensione delle banche. Sono d’accordo con il Fmi che «la dimensione bancaria ottimale è estremamente incerta» e che «le evidenze delle economie di scala nel settore bancario non sono conclusive». Certo le banche più piccole devono dotarsi di un mix di punti di forza quali: forte capitalizzazione; governance societaria adeguata; competenze elevate sulla gestione dei rischi; una gestione oculata riguardo alle scelte di make or buy per quanto concerne i prodotti e l’esternalizzazione delle funzioni chiave quali il settore It, mantenendo al contempo talune capacità che possono consentire vantaggi competitivi.
Infine, nell’Eurozona e in Italia, per sostenere con maggior efficacia le economie locali, il sistema finanziario dovrebbe continuare ad affidarsi «a istituzioni di diverse dimensioni, che svolgono una varietà di funzioni intese a soddisfare bisogni differenti, con una supervisione più adatta per le banche più piccole». Queste parole non provengono dalla Bce, ma sono state pronunciate da Janet Yellen, presidente della Federal Reserve.
Camillo Venesio

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