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Sul maxi-stipendio di Orcel i dubbi dei soci in assemblea

Che cosa succederà in Unicredit se in assemblea venisse bocciata la proposta sulla remunerazione relativa al board e quindi anche al ceo in pectore Andrea Orcel, con la sua retribuzione per il primo anno pari a 7,5 milioni di euro? Il tema si pone sul mercato, dato che due società di consulenza che analizzano le proposte assembleari per conto dei fondi istituzionali, i proxy advisor Glass Lewis e ISS, hanno raccomandato di votare contro la proposta sulle remunerazioni all’assemblea di Unicredit del 15 aprile, pur sostenendo la lista presentata dal board uscente che candida Pier Carlo Padoan alla presidenza e Orcel come ceo.

Le due delibere — elezione del board e remunerazione — sono distinte, quindi il voto all’una non condiziona quello all’altra. L’innalzamento dello stipendio a Orcel fino a 7,5 milioni l’anno facendolo rientrare nel «quartile più alto» tra le banche comparabili, è legato alla necessità di attrarre i migliori talenti (quale Orcel è unanimemente considerato dal mercato). Secondo gli advisor tuttavia la retribuzione è «eccessiva» in quanto la parte variabile, 5 milioni (due volte la quota fissa di 2,5 milioni) di fatto è slegata da obiettivi di performance nel primo anno. Questo — secondo la delibera di Unicredit — serve a allineare gli interessi del manager a quelli dei soci. I proxy advisor criticano anche la scarsa trasparenza dato che solo da un report di Jp Morgan è stato possibile ricavare la cifra della retribuzione.

Se la politica di remunerazione 2021 non passerà resterà in vigore quella attuale, del 2020. È da lì che bisogna partire per cercare di ricostruire quale potrà essere lo stipendio di Orcel. Dal 2014 Unicredit adotta la regola del variabile pari a massimi due volte la retribuzione fissa. L’uscente Jean Pierre Mustier aveva ridotto a 1,2 milioni la sua quota fissa, 40% in meno rispetto ai 2,1 milioni del predecessore Federico Ghizzoni. Partendo da quest’ultima cifra e considerando il variabile massimo, la retribuzione per Orcel potrebbe arrivare nel primo anno fino a 6,3 milioni di euro.

È comunque la prima volta che in Italia viene messa in discussione la remunerazione di un top manager. Ma Orcel gode di solida reputazione e capacità di convincere il mercato. La mossa di Allianz, salita dall’1,2% al 3,1%,rientrerebbe in una logica di consolidamento di una relazione industriale con Unicredit. E di fiducia in Orcel.

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