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Sul liceo decisivo l’ascolto del figlio

In caso di “divergenze” la competenza a decidere della iscrizione alla scuola di un figlio, può essere attribuita ad un solo genitore ma determinante è l’analisi dell’ascolto del minore sul punto. L’interessante ordinanza dell’11 settembre 2014 del Tribunale di Massa (presidente Lama, relatore Provenzano) dirime un irrisolvibile contrasto tra due genitori titolari, in modo paritetico, della responsabilità genitoriale.
Equilibrato e pacifico sotto tutti gli altri aspetti, l’esercizio delle facoltà connesse alla responsabilità genitoriale aveva, nel caso de quo, incontrato il suo punto di caduta nella scelta apparentemente autonoma del figlio maggiore che, cambiando il livello di studi e passando dalle medie al liceo, aveva “condiviso” l’ipotesi della famiglia della madre, di recarsi a studiare in una cittadina più lontana da quella normalmente frequentata, generando, nell’altro genitore, più di una preoccupazione sui diversi tempi di percorrenza quotidiani e il mutamento dell’ambiente frequentato dal ragazzo; il tutto in un momento di passaggio evolutivo, così delicato come quello del transito alle superiori.
L’istanza di cambiare la città era motivata con una immaginata migliore gestione del piano formativo, rispetto al liceo pur esistente nella città dove il giovane aveva, e ha, la sua residenza. Il ricorso è stato presentato attivando la procedura prevista dall’articolo 337 ter, 3 comma, del Codice civile (introdotto con la riforma sulla filiazione con il Dlgs 154/13), che prevede: «La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggior interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione, alla salute ed alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente». Rappresenta, pertanto, una delle prime testimonianze della produzione giurisprudenziale in materia.
Il caso è stato risolto dando rilievo «attento e meditato», più che alle diverse prospettazioni dell’uno o dell’altro genitore, a quanto ha costituito il contenuto delle dichiarazioni rese dal minore, nel corso della sua doverosa audizione. Sul punto ricorda la sentenza «in sede di audizione…ha argomentato, in modo logico e coerente, le ragioni per le quali preferirebbe intraprendere il ciclo di studi superiori presso quel liceo» e nello specifico «facendo riferimento alla maggiore modernità delle strutture, dei sussidi didattici e dell’offerta di attività extra scolastiche rispetto a quelle in dotazione presso l’istituto più vicino, alla volontà di cambiare ambiente, pur conservando l’occasione di mantenere rapporti, sia pure nel corso dei trasferimenti con i mezzi pubblici, con gli amici e coetanei» di sempre.
Così ricordata l’espressione della volontà del minore, il Tribunale di Massa rileva come il provvedimento richiesto non può che calarsi nel novero delle domande giudiziali alle quali deve essere data urgente evasione; pertanto «attesa la prossimità dell’inizio dell’anno scolastico» non vi sia il modo di indagare sulle differenze didattiche e formative dei due istituti che quindi «ragionevolmente si immagina siano entrambi idonei e qualificati».
Di conseguenza «quello che conta è che le ragioni della preferenza manifestata dal…ragazzo…in relazione alla volontà di conseguire l’iscrizione presso il liceo…appaiono a questo collegio ragionevoli e motivate in modo logico e con apprezzabile consapevolezza dell’importanza della decisione, essendo la spontaneità della sua dichiarazione, evincibile dallo stesso riferimento ad aspetti, implicati dalla questione, evidentemente compatibili con le valutazioni proprie di un adolescente della sua età (contatti con amici nel percorso, modernità degli ambienti e dei sussidi didattici, varietà dell’offerta formativa complementare ai programmi didattici tradizionali).
Una pronuncia, quindi, che non si limita ad accontentare supinamente le richieste di un minore, ma, come previsto dalla norma, indaga e sonda la sostenibilità e la genuinità del “detto” dal minore, dando rilievo così al suo superiore interesse. Interesse che nel caso in commento può dirsi raggiunto, sovrapponendo i desiderata del giovane con il provvedimento emesso che, attribuendo a un solo genitore la facoltà di scelta, ha autorizzato di fatto il cambio del plesso scolastico.

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