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Sul contratto comanda la legge fallimentare

Alla risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell’utilizzatore, verificatasi in data anteriore alla data di entrata in vigore della legge 124/2017, si applicano le disposizioni della legge fallimentare che disciplinano gli effetti della risoluzione del contratto avvenuta prima della dichiarazione di fallimento dell’utilizzatore, fattispecie in cui il concedente ha diritto alla restituzione del bene e deve insinuarsi al passivo fallimentare per poter vendere o allocare il bene e trattenere, in tutto o in parte, l’importo incassato. Tale vendita avviene a cura dello stesso concedente, previa stima del valore di mercato del bene disposta dal giudice delegato in sede di accertamento del passivo. Sulla base di tale valore si determina l’eventuale credito della curatela nei confronti del concedente o il credito, in moneta fallimentare, di quest’ultimo, corrispondente alla differenza tra il valore del bene e il suo credito residuo, pari ai canoni scaduti e non pagati ante fallimento e ai canoni a scadere, in linea capitale, oltre al prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzione. A sancire tale principi è stata la sentenza della Cassazione numero 8980 dello scorso 29 marzo. I giudici di legittimità, nell’accogliere il ricorso proposto da una società avverso il decreto emesso dal tribunale di Mantova che aveva negato la domanda di ammissione al passivo della procedura fallimentare, ricordano che «la legge 124/2017 ha introdotto nel nostro ordinamento una definizione unitaria del contratto di leasing finanziario, senza recepire la tradizionale distinzione di matrice giurisprudenziale tra leasing “di godimento” e leasing “traslativo”, disciplinando altresì presupposti ed effetti della risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatore». La nuova normativa si pone in linea di diretta continuità con la previsione dell’art. 72-quater legge fallimentare, che ha carattere inderogabile e prevale su eventuali difformi pattuizioni delle parti. Pertanto, i giudici di piazza Cavour, evidenziando che anche il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza detta una disciplina della locazione finanziaria pienamente coerente con la normativa citata, hanno richiamato i principi dell’interpretazione storico-evolutiva per motivare la decisione adottata.

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