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Sul clima non c’è intesa tra Europa e America

«L’Europa rispetta le opinioni di tutti ma non accetta passi indietro sulle scelte strategiche che abbiamo compiuto sui cambiamenti climatici, a cominciare dalla Cop21 di Parigi». Alla fine interviene anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per spiegare cosa è successo a Roma, al vertice G7 dei ministri che si occupano di energia.

La mancata dichiarazione congiunta al G7 è infatti solo in parte il prodotto della posizione americana, alquanto incerta dopo la revisione delle politiche ambientali iniziata da Donald Trump. Nonostante gli sforzi diplomatici alla fine è proprio l’Italia, rappresentata al vertice dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a respingere le richieste degli Stati Uniti.

In sintesi gli americani, nella Capitale con il segretario di Stato all’Energia Rick Perry, hanno cercato fino all’ultimo di togliere ogni riferimento agli accordi di Parigi sul clima dalla dichiarazione finale congiunta. Peccato che sia l’Italia che gli altri Paesi europei abbiano ritenuto irricevibile la richiesta: gli accordi che vanno sotto il nome di Cop21 sono un trattato internazionale e non possono essere messi in discussione solo perché Donald Trump ha annunciato una revisione delle politiche energetiche degli Stati Uniti. «L’accordo di Parigi sul clima è irreversibile, ci sono ancora delle reticenze, come abbiamo visto oggi dai lavori del G7 a Roma», ha commentato il presidente francese François Hollande, al termine del vertice dei Paesi del Sud Europa. «L’Europa deve far sentire la sua voce», ha aggiunto.

Ha spiegato Carlo Calenda, che ha presieduto il vertice, che un accordo è stato raggiunto «su molti argomenti importanti come gli sforzi congiunti per garantire la sicurezza energetica all’Ucraina, il ruolo futuro del gas, compresa l’importanza del Gnl e l’interconnessione da diverse fonti, la cybersecurity nel settore energetico». Riguardo agli Stati Uniti «abbiamo preso nota che la nuova amministrazione sta rivedendo le proprie politiche. E questo include anche una revisione delle politiche relative al cambiamento climatico e agli accordi di Parigi. Per questo non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta». Il ministro ha anche ribadito l’importanza dell’ EastMed pipeline project , che collegherà le riserve gas da Israele alla Grecia, via Cipro e Creta, «per approvvigionare di gas l’Europa e incrementare la diversificazione delle fonti e delle rotte».

Per i parlamentari del Pd «Trump impedisce agli Stati Uniti di assumersi le responsabilità di una grande potenza». Una posizione ribadita da Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, secondo cui «la dichiarata spinta degli Usa su carbone e petrolio non può frenare il mondo né l’Europa». Preoccupazione anche dal Wwf, per cui «l’atteggiamento degli altri 6 Paesi del G7 e della Commissione Ue conferma che l’energia del futuro non può non tener conto del cambiamento climatico».

Marco Galluzzo

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