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Sul caso spagnolo del Banco Popular l’Europarlamento critica Nouy (Bce)

In un’audizione parlamentare dai toni accesi, segnata dal recente caso del Banco Popular, il presidente del Sistema europeo di vigilanza bancaria (SSM) ha difeso l’assetto comunitario di sorveglianza creditizia. Nel contempo, Danièle Nouy è tornata a mettere l’accento sui pericoli legati alle sofferenze nei bilanci bancari, e spiegato che le autorità comunitarie stanno lavorando alacremente per gestire le conseguenze provocate dall’uscita del Regno Unito dall’Unione.
Molte delle domande dei deputati hanno riguardato il caso Banco Popular, l’istituto spagnolo fallito all’improvviso e riacquistato dal Banco Santander. Il presidente della Commissione Affari monetari Roberto Gualtieri ha criticato pubblicamente l’SSM: «Siamo sorpresi dell’accaduto: tutto è successo molto rapidamente, senza che ci fossero segnali sulla gravità della situazione della banca (…) Ci sembra che ci siano state debolezze della vigilanza creditizia».
La signora Nouy si è difesa, notando che la vicenda «non è stata facile», «non è stata gloriosa», ma ha voluto sottolineare che si tratta della prima risoluzione gestita in tre anni dalla nuova istituzione comunitaria: «Il giorno dopo la banca ha potuto riaprire (…) Il caso Banco Popular è stato un test dal quale l’assetto comunitario è uscito promosso». La decisione di optare per una risoluzione della banca è giunta dopo che il 6 giugno l’SSM ha considerato la banca fallita o vicina al fallimento.
«La qualità degli attivi bancari resta una sfida seria, un problema concentrato in alcuni Paesi», aveva notato poco prima nel suo discorso introduttivo la banchiera centrale. La signora Nouy ha spiegato che i crediti inesigibili «hanno contribuito alla bassa redditività delle banche». Quando hanno molte sofferenze in bilancio «è meno probabile che diano credito all’economia reale». La banchiera centrale ha fatto notare che troppo spesso il venditore di crediti inesigibili pretende di vendere a prezzi troppo elevati.
Infine, la signora Nouy ha anche discusso di Brexit. «Stiamo preparando tutti gli aspetti operativi relativi a un possibile ricollocamento nella zona euro delle banche oggi nel Regno Unito». L’istituto monetario anche «sta lavorando per assicurare che le banche della zona euro, in particolare quelle con filiali o controllate nel Regno Unito, ma anche quelle con altre attività legate a quel paese, abbiano piani d’emergenza per fronteggiare la possibilità di un hard Brexit».
Occorre essere sicuri, ha aggiunto la signora Nouy, «che le banche trasferite dal Regno Unito all’unione bancaria siano trattate equamente, al di là del luogo prescelto in cui stabilirsi e che non ci siano spazi per arbitraggi tra approcci diversi di supervisione». In questi giorni, Goldman Sachs ha annunciato il trasferimento da Londra a Francoforte di molti banchieri. Proprio ieri sono iniziati i negoziati tra il governo britannico e la Commissione europea sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

Beda Romano

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