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Sul 5 per mille enti a due vie

Cinque per mille Irpef ai comuni, gli enti destinatari dei contributi per il sostegno delle attività sociali, qualora superiori a ventimila euro, dovranno trasmettere al Mininterno un apposito rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa che metta in evidenza il corretto utilizzo delle somme assegnate. Invece, i comuni destinatari di un importo inferiore alla soglia di cui sopra, sono tenuti alla redazione della predetta documentazione e a tenerla disponibile per eventuali controlli del Viminale, per un periodo di dieci anni.

È quanto chiarisce la Circolare n.4/2017 del Mininterno, recante «nuove modalità di rendicontazione del contributo cinque per mille, introdotte con dpcm 7/7/2016». Come noto, con tale disposizione si è inteso modificare il precedente quadro normativo e regolamentare (ovvero, il dpcm 23/4/2010), stabilendo nuove modalità in materia di pubblicazione, rendicontazione e recupero dei contributi erogati. Con le nuove disposizioni in materia, i comuni destinatari delle somme, entro un anno dalla ricezione degli importi, dovranno trasmettere un rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa che chiarisca la destinazione delle somme attribuite. In dettaglio, utilizzando la modulistica resa disponibile dalla circolare, dovranno essere indicati i dati identificativi del beneficiario, l’importo percepito e le spese sostenute per singole voci di spesa. A titolo esemplificativo, si ricorda che le aree d’intervento dei comuni spaziano da quelle relative al contrasto della povertà e del disagio, a quelle riconducibili al mondo degli anziani, dei disabili e delle dipendenze.

Sul piano operativo, pertanto, la circolare ricorda che il modello di rendiconto deve essere sottoscritto dal responsabile dei servizi sociali, da quello del servizio finanziario e dall’organo di revisione e corredato dalla relazione illustrativa sottoscritta, questa, dal responsabile dei servizi sociali. Alla trasmissione di questa documentazione sono tenuti i soli comuni che hanno percepito somme superiori a 20 mila euro, mentre i comuni destinatari di importi inferiori devono conservarla per dieci anni e tenerla a disposizione del Viminale (o di altre amministrazioni) per eventuali controlli ispettivi.

Antonio G. Paladino

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