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Sui mutui ecco la zampata di Mps

di Stefano Sansonetti  

Arriva la zampata del Monte dei Paschi. Che a seconda dei punti di vista potrebbe anche sembrare una furbata. L'istituto di credito senese, guidato da quel Giuseppe Mussari che è anche presidente dell'Abi (Associazione bancaria italiana), nei giorni scorsi ha commissionato a un gruppo di giuristi l'elaborazione di un parere tecnico su una norma del decreto legge sviluppo che ha letteralmente scatenato una guerra tra Abi e Confindustria.

Come svelato da ItaliaOggi (vedi in particolare il numero del 18 maggio scorso), si tratta di quella disposizione, contenuta nell'art. 8, comma 5, lettere «f» e «g» del dl 70/2011, che sembrerebbe consentire alle banche la possibilità di modificare unilateralmente le condizioni dei contratti a tempo indeterminato e dei contratti di durata. Cosa che sta mettendo lo scompiglio nel mondo confindustriale, preoccupato dell'eventuale modifica dei tassi d'interesse nei contratti di mutuo. I timori vengono dalle aziende «confindustriali» per il semplice motivo che la norma esclude dalla sua applicazione i consumatori e le microimprese. Il decreto, in questi giorni, è proprio oggetto di un confronto tra i tecnici dell'Abi e quelli di Confindustria. Questi ultimi esigono una riformulazione del comma incriminato, per evitare qualsiasi equivoco. L'Abi, che ovviamente in questa vicenda persegue i suoi interessi, sta cercando di gettare acqua sul fuoco, spiegando che la norma non va interpretata come teme Confindustria. Durante gli incontri che si sono susseguiti in questi giorni, e secondo le indiscrezioni nel frattempo filtrate da palazzo Altieri, l'associazione bancaria avrebbe garantito che questo confronto «tecnico» sulla norma si sta svolgendo «a bocce ferme». Ovvero senza che nessuna banca, in questi momenti, provi a sfruttare immediatamente la portata del decreto legge sviluppo. È infatti sin troppo semplice ricordare che il decreto è immediatamente produttivo di effetti.

Sta di fatto, però, che proprio nei giorni scorsi si è mosso Mps. L'istituto guidato da Mussari, che nel frattempo da presidente dell'Abi avrebbe dovuto condurre «a bocce ferme» il confronto con Confindustria, ha chiesto e successivamente ricevuto un parere giuridico ad hoc. La richiesta, sintetizzando, era molto semplice: in base a quanto stabilito dall'art. 8 del decreto legge sviluppo è possibile, e non rischioso, inviare alle imprese-clienti proposte unilaterali di modifica dei tassi d'interesse nei contratti di mutuo? Un evidente tentativo di capire fino a che punto, e con quali controindicazioni, si potrebbe applicare quel passaggio del decreto. A quanto pare, però, l'esito del parere sarebbe stato negativo, nel senso che il responso avrebbe consigliato alla banca senese di agire con la massima cautela, viste una dottrina e una giurisprudenza che sul punto non consentirebbero molti margini d'azione.

Insomma, una specie di niet, che però dimostra come Mps abbia provato almeno la zampata.

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