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Sui mercati vince la prudenza

È stata un’altra giornata debole per le borse europee. Fra gli investitori prevale la cautela a causa della pandemia e della crisi economica, nonostante alcuni spunti positivi. Innanzitutto i dati macroeconomici. L’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di giugno si è attestato a 47,4 punti, in aumento dai 39,4 del mese precedente: il dato è superiore alle stime preliminari e al consenso degli economisti. Inoltre risulta promettente una sperimentazione umana iniziale su un vaccino contro il Covid-19 sviluppato da Pfizer e Biontech.

A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,23% a 19.330 punti. Sotto la parità anche Francoforte (-0,41%), Londra (-0,19%) e Parigi (-0,18%). A New York, invece, il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,06 e dello 0,69%.

È stata una seduta all’insegna dell’ottimismo per l’obbligazionario europeo, con gli operatori rassicurati dai dati economici. Il rendimento del decennale tedesco è salito di 10 punti a -0,38% e la propensione al rischio ha ristretto lo spread Btp-Bund a 167 (-3 punti). «Il Pmi finale di giugno mostra altri segnali che le aziende manifatturiere dell’Eurozona stanno osservando una forte ripresa iniziale per via dell’allentamento delle misure restrittive», commenta Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit. Nel frattempo le imprese manifatturiere americane «hanno segnalato un netto cambiamento nelle condizioni di business nel corso del secondo trimestre, con il crollo della produzione e della domanda in aprile, al culmine del blocco Covid-19, che si è rapidamente trasformato in stabilizzazione entro giugno».

A piazza Affari in gran spolvero Nexi (+4,35%) dopo il perfezionamento dell’accordo strategico con Intesa Sanpaolo sui sistemi di pagamento. Ben comprate anche Recordati (+2,18%), Campari (+1,39%) e S. Ferragamo (+0,66%). In rialzo le utility Hera (+1,26%), Italgas (+1,60%), Terna (+0,52%), A2A (+0,52%), Enel (+0,31%), Snam (+0,09%) e Saipem (+0,32%).

Contrastato il settore bancario. Su di giri B.P. Sondrio (+7,38%), seguita da Mediobanca (+1,19%), mentre hanno perso terreno Ubi (-0,52%), Intesa Sanpaolo (-0,76%), Unicredit (-0,93%), Bper (-1,94%) e Banco Bpm (-2,26%). Lettera sui titoli industriali Pirelli (-2,52%), Stm (-2,02%), Fiat Chrysler (-1,77%) e Leonardo (-1,12%). Tra le mid cap in luce Sesa (+3,54%), Erg (+2,92%) e Inwit (+2,24%), che ha lanciato un’obbligazione senior non garantita di taglio benchmark a sei anni.

Giù Autogrill (-1,54% a 4,60 euro), su cui Credit Suisse ha avviato la copertura con rating neutral e prezzo obiettivo a 5,30 euro. Pesanti Astm (-5,46%), Sogefi (-6,06%) e B. Cucinelli (-4,39%). Su Aim Italia ha chiuso in territorio positivo Digitouch (+2,54%), che ha perfezionato l’accordo vincolante che rende efficace la fusione per incorporazione di Conversion in E3.

Nei cambi, l’euro è terminato in progresso a 1,1257 dollari.

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