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Sui mercati ora si gioca in difesa

di Duillio Lui

Oro, bond governativi e valute forti come dollaro canadese e franco svizzero. Ecco dove puntare, secondo gli esperti, in questa fase di incertezza economica segnata dalla paura di un aumento dell'inflazione in Europa e nei paesi Bric e dalle rivolte in Nord Africa e Medio Oriente.

Le rivolte nordafricane scuotono i mercati.

Le tensioni geopolitiche in Nord Africa, tra cui quelle in Libia a un passo dalla guerra civile, stanno nuovamente mettendo a repentaglio gli equilibri globali. In alcuni casi, come in Egitto e in Tunisia, la situazione sembra essersi risolta velocemente, anche se si dovranno monitorare gli esiti nel medio periodo, ma vista la velocità degli eventi, non si può escludere un ulteriore effetto contagio verso altri paesi come la Siria, l'Iran e la stessa Arabia Saudita. Questo è ciò che il mercato teme in questo momento.

Alla base delle rivolte, soprattutto l'esasperazione generata dal forte aumento dei prezzi alimentari, causato dallo sviluppo vorticoso delle economie emergenti e dalla conseguente crescente domanda di beni alimentari ma anche da altri fattori come il mutamento climatico e una politica del dollaro molto unilaterale da parte degli Usa. L'America ha infatti scelto di risolvere la crisi mantenendo i tassi d'interesse sulla propria moneta vicini allo zero e procedendo all'immissione di una massa enorme di denaro nel sistema economico mediante il cosiddetto «quantitative easing». Il sistema consiste nell'acquisto di titoli del Tesoro per 600 miliardi di dollari. In questo modo gli Usa hanno rilanciato il pil e i profitti delle imprese e delle borse. Secondo molti analisti, però, si tratta di una crescita drogata che non risolve la crisi, anzi la aggrava, aumentando il gigantesco debito pubblico, e lasciando inalterata la forte disoccupazione (9%). Inoltre il quantitative easing ha avuto conseguenze importanti anche per gli altri paesi, essendo gli Usa al centro del sistema finanziario internazionale.

L'effetto più importante della manovra è stata la diffusione a livello mondiale dell'inflazione. Infatti, l'enorme liquidità creata si è diretta verso il mercato speculativo, innescando un aumento esponenziale di tutte le materie prime.

La paura dell'inflazione, in particolare, e le tensioni in Nord Africa e Asia stanno anche facendo riaffiorare alcune debolezze ormai croniche dell'Europa. Tra queste, la solvibilità del debito pubblico dei paesi dell'area pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), su cui pende lo spauracchio dell'aumento dei prezzi. Debolezze rimaste sopite in questa prima fase del 2011, che si era aperta con un risveglio di interesse per il rischio, tanto che i mercati azionari occidentali si erano attestati nell'arco di qualche settimana ai livelli pre-Lehman.

Ma ora le cose sembrano cambiate. Tra le Borse più penalizzate quelle dei Bric e dei paesi emergenti che, nei momenti di appetito per il rischio offrono invece gli scatti al rialzo maggiori. L'inflazione è il principale fattore di debolezza anche per i titoli azionari di questi paesi. Fatta eccezione per l'India, dove l'aumento dei prezzi è in calo, la maggior parte delle banche centrali in queste nazioni sta innalzando i tassi di interesse e questo innervosisce i mercati azionari.

Le monete su cui puntare nei prossimi mesi. Il clima di incertezza spinge dunque gli investitori a rifugiarsi nei titoli di Stato, nelle valute forti e nei metalli preziosi, ossia in quegli strumenti considerati più sicuri nelle fasi di burrasca finanziaria. Secondo gli analisti di Cmc Markets, nei prossimi mesi il dollaro americano resterà debole, ma le incertezze dell'economia europea non consentiranno alla moneta unica di recuperare terreno in maniera decisa, mentre resteranno su valori elevati il dollaro canadese e il franco svizzero.

Infatti, nonostante il buon successo di sottoscrizioni per il bond emesso dal Fondo Salva-Stati, in Europa continua a permanere uno scenario incerto con due principali criticità: bassa patrimonializzazione delle banche irlandesi e scarsa liquidità di alcune banche spagnole e portoghesi.

D'altro canto anche lo scenario americano non è dei migliori a causa del deterioramento del bilancio, delle tensioni tra democratici e repubblicani e dei dubbi espressi dalle agenzie di rating. Secondo Cmc Markets, i prossimi mesi saranno invece positivi per il dollaro canadese, come valuta di un'economia legata alle fonti energetiche e che sta stipulando una serie di importanti accordi commerciali con la Cina. Infine, prospettive luminose anche per il franco svizzero che rimarrà in ottimo stato di salute fino a quando continueranno a prospettarsi nel breve termine ulteriori politiche di allentamento quantitativo da parte delle principali banche mondiali.

Dove investire nelle fasi di turbolenza economica. Le tensioni in Nord Africa rischiano di aumentare la volatilità dei mercati. Dove dirigere allora i propri investimenti? Secondo gli esperti di Banca Syz in questo momento è bene limitare l'esposizione azionaria verso i mercati emergenti, evitare i settore ciclici (turismo e compagnie aeree) e posizionarsi sui settori più difensivi sia in Usa sia in Europa (alimentare, farmaceutico, Telecom). Per quanto riguarda le azioni del settore petrolifero meglio puntare su società meno esposte verso il Nord Africa.

Sul versante fondi, gli analisti di Templeton consigliano di mantenere investimenti bilanciati tra paese sviluppati e paesi in via di sviluppo e di puntare su un orizzonte di medio/lungo termine. Per gli analisti di iShares, proprio in queste fasi di mercato si può beneficiare delle peculiarità degli etf (fondi passivi che replicano l'andamento di un sottostante che può essere composto da un indice di titoli o da valute, materie prime, ecc.): essendo strumenti quotati gli investitori possono operare in tempo reale in base al succedersi degli eventi.

Quanto ai bond governativi, invece, l'Europa torna ad avere un ruolo di primo piano nel panorama internazionale grazie alla Germania. Il bund tedesco, infatti, è considerato il titolo più affidabile fra Europa e Stati Uniti. E nelle fasi di incertezza come quella attuale gli investitori tornano a puntare sulla valuta tedesca.

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