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Sui licenziamenti vistato il calendario delle impugnazioni

La Cassazione, con sentenza depositata il 7 luglio 2014, ha precisato che il differimento al 31 dicembre 2011 dell’entrata in vigore delle disposizioni sul termine di decadenza per l’impugnazione del licenziamento riguarda tutti gli ambiti di novità del nuovo articolo 6 della legge 15 luglio 1966 n. 604. Quindi non solo il termine stragiudiziale di 60 giorni, ma anche il termine di 270 giorni per il deposito del ricorso giudiziale, ovvero per la richiesta del tentativo di conciliazione e arbitrato.
L’articolo 32, comma 1, legge 183/2010 aveva modificato la previgente disciplina dell’articolo 6, commi 1 e 2, della legge 604/1966 in materia di impugnazione del licenziamento, aggiungendo al termine stragiudiziale per l’impugnazione di 60 giorni, la nuova previsione contenuta per cui l’impugnazione è inefficace se non è seguita entro il successivo termine di 270 giorni dal deposito del ricorso in tribunale o dalla comunicazione alla controparte della richiesta del tentativo di conciliazione e arbitrato.
Nell’ambito di questa rinnovata disciplina si è inserita la previsione per cui «in sede di prima applicazione» le disposizioni del nuovo articolo 6 relative al termine di 60 giorni per l’impugnazione del licenziamento acquistano efficacia dal 31 dicembre 2011.
Si è posta la questione se il differimento dell’entrata in vigore dei termini per l’impugnazione del licenziamento si riferisse esclusivamente al primo termine di 60 giorni o ricomprendesse il successivo termine di 270 giorni per l’avvio dell’azione giudiziale o, alternativamente, del tentativo di conciliazione o arbitrato.
Con la sentenza n. 15434 la Cassazione offre una lettura logico-sistematica della norma, affermando che il differimento al 31 dicembre 2011 non può riguardare solo l’estensione dell’onere di impugnativa stragiudiziale, ma deve ricomprendere l’inefficacia di tale impugnativa, prevista dal secondo comma del medesimo articolo 6, per l’omesso deposito, nel termine di 270 giorni, del ricorso giudiziale o della richiesta del tentativo di conciliazione o arbitrato.
Osserva la Cassazione che una interpretazione meramente letterale svuoterebbe di ogni significato sostanziale la previsione normativa sul differimento dell’efficacia dei nuovi termini di decadenza per l’impugnazione del licenziamento. La Corte precisa, a questo proposito, che la vera novità del riformato articolo 6 è quella proposta con il nuovo secondo comma, per cui l’impugnazione stragiudiziale è inefficace se non è seguita nei successivi 270 giorni dal deposito dell’azione giudiziale o dal tentativo di conciliazione e arbitrato.

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