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Sui finanziamenti contestati scende in campo il prefetto

Se ritenuti non corretti, i comportamenti delle banche attuati in sede di erogazione del credito sono segnalati dai prefetti all’arbitro bancario finanziario (Abf), su istanza del cliente. È operativa la nuova procedura introdotta, per migliorare l’accesso al credito d’imprese e famiglie, dal decreto “salva commissioni bancarie” (Dl 29/2012). Con l’emanazione, infatti, del provvedimento del Governatore Visco, datato 13 novembre e pubblicato sul sito di Bankitalia, sono state integrate le disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, introducendo la nuova sezione VI-bis che disciplina la segnalazione del prefetto all’Abf. Il ministero dell’Interno, invece, ha reso disponibile il modulo per redigere l’istanza da inoltrare ai prefetti, tramite posta elettronica certificata (Pec), mentre in questi giorni le prefetture stanno pubblicizzando, anche con notizie raccolte sul sito dell’Interno, l’indirizzo Pec dove far pervenire le segnalazioni.
La nuova procedura si prefigge di presidiare la correttezza e la buona fede degli intermediari nella valutazione del merito creditizio e nella gestione del credito. Senza per questo spingersi a introdurre impossibili obblighi giuridici a contrarre finanziamenti, oppure a indurre gli intermediari a erogare credito in misura superiore alla capacità finanziaria e reddituale del cliente.
D’ora in poi, il cliente può chiedere al prefetto di avviare la speciale procedura, qualora contesti alla banca l’erogazione mancata, ridotta o revocata di un finanziamento, oppure l’inasprimento delle condizioni applicate o altri comportamenti concernenti la valutazione del merito creditizio. Per farlo, deve inoltrare a mezzo Pec l’istanza redatta sull’apposito modulo, specificando l’oggetto e le motivazioni della richiesta rivolta al prefetto, nonché, distintamente, cosa richiesto all’Abf. Per attivare la procedura non serve presentare reclamo alla banca, né versare il contributo spese di 20 euro. Se viene richiesta la corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia non può superare l’ordinario limite di 100mila euro. Non ci sono soglie, invece, per le controversie aventi ad oggetto l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà, essendo irrilevante il valore del rapporto al quale si riferiscono. Rimane fermo, comunque, il diritto del cliente di adire l’Abf secondo le procedure ordinarie.
Il prefetto, ricevuta l’istanza, redige un’informativa sul merito della stessa e invita la banca a fornire una risposta argomentata sulla meritevolezza del credito. Questa è tenuta a formulare proprie osservazioni, entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. A questo punto, il prefetto predispone una relazione con la quale motiva le ragioni per le quali ritiene necessario sottoporre la questione all’Abf. Quindi, invia la segnalazione all’arbitro, insieme a copia di tutta la documentazione, oltre che per conoscenza al cliente e alla banca. Il collegio arbitrale si pronuncia entro 30 giorni dalla ricezione, con particolare riguardo alle responsabilità derivanti dalla diligente applicazione dei principi di correttezza e buona fede dell’intermediario, e comunica la decisione alle parti e al prefetto. Nel caso in cui sia accolto il ricorso, in tutto o in parte, l’intermediario deve adempiere nei termini stabiliti dall’Abf. Resta ferma la facoltà per entrambe le parti di ricorrere all’autorità giudiziaria. In ogni caso, l’eventuale inadempienza dell’intermediario è pubblicata sul sito dell’arbitro e su due quotidiani.

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