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Sui crediti è vietato sbagliare

Gli errori fatti sulla piattaforma di cessione dei crediti dell’agenzia delle entrate si pagano a caro prezzo: il rischio è quello di perdere la disponibilità del proprio credito. In caso di cessione comunicata per errore o di non accettazione del credito ricevuto da parte del cessionario infatti, il titolare/cedente è in una sorta di limbo fiscale non potendo né utilizzare in compensazione il credito ceduto, né cederlo ulteriormente. Questo è quanto messo nero su bianco dall’agenzia delle entrate nella guida pubblicata lo scorso 20 aprile e relativa alla piattaforma cessione crediti.

Si tratta della procedura web messa a punto dalla stessa agenzia per la gestione delle cessioni di una serie di crediti fiscali concessi in seguito alla diffusione della situazione emergenziale da Covid-19 (spese di sanificazione, per acquisto di dispositivi di protezione, di adeguamento dei luoghi di lavoro). Nella guida viene messo in evidenza quello che può essere definito un bug o una carenza della piattaforma di cessione crediti ovvero l’impossibilità di annullamento delle comunicazioni inviate.

In caso di comunicazione trasmessa erroneamente o con indicazione errata dei dati del cessionario infatti, il titolare del credito non potendo annullare l’invio eseguito perde completamente la disponibilità del proprio credito. Come indicato dell’agenzia delle entrate infatti è necessario che il cessionario rifiuti la cessione attraverso l’apposita funzione della piattaforma per far sì che il cedente possa tornare a disporne (riproponendo eventualmente la cessione con i dati corretti). L’unica via in caso di errore in fase di trasmissione sembra dunque quella fisica di recarsi presso gli uffici territoriali dell’agenzia delle entrate e chiedere, documentazione alla mano, l’annullamento dell’invio.

Inoltre, così come non si può tornare indietro in caso di trasmissione errata, anche l’accettazione o il rifiuto da parte del cessionario risultano essere scelte definitive. Nella guida infatti è chiaramente indicato che sia l’accettazione sia il rifiuto del credito da parte del cessionario non possono essere parziali o soprattutto sono decisioni irreversibili. In questo caso però, qualora vi fossero errori, una scappatoia sembrerebbe esserci. Se il cessionario accetta erroneamente un credito infatti, essendo lo stesso ricedibile, potrebbe girarlo nuovamente al titolare originario con una nuova operazione di cessione sulla piattaforma.

Qualora vi sia un erroneo rifiuto invece, il cedente torna naturalmente titolare del proprio credito e dovrebbe poterlo nuovamente ricedere allo stesso cessionario. Oltre alla gestione dei crediti tramite piattaforma, l’agenzia delle entrate nella guida da un’ulteriore indicazione relativamente alla valenza fiscale-civilistica delle operazioni di cessione. L’invio delle comunicazioni di cessione effettuate tramite la piattaforma infatti, come espressamente indicato nella guida, non rappresentano, né sostituiscono, gli atti e le transazioni intervenuti tra le parti, che restano disciplinati dalle relative disposizioni civilistiche e fiscali.

In poche parole quindi, la trasmissione della comunicazione diventa di fatto solo un adempimento che va poi corredato da un apposito contratto tra le parti e qualora vi sia una cessione e non lo sconto-fattura, anche dal passaggio monetario (vedi ItaliaOggi del 25/2/2021).

Inoltre, in maniera assolutamente puntuale, a sostegno di quanto sopra indicato, l’agenzia delle entrate specifica che le operazioni eseguite sulla piattaforma e la presenza dei crediti nella stessa, non stanno a significare che gli importi presenti siano stati certificati come certi, liquidi ed esigibili. L’agenzia delle entrate infatti si riserva solo in un secondo momento, ex post l’operazione di cessione, di controllare in capo al titolare originario del credito o della detrazione l’esistenza dei relativi presupposti.

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