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Sui crediti formativi sconti anche per il 2021

Il coronavirus impatta anche sull’aggiornamento continuo dei professionisti. Sia nell’anno appena concluso che nel 2021. Non solo per il passaggio alla modalità online di corsi e convegni. È stato necessario anche introdurre in alcuni casi deroghe al numero minimo di crediti da raggiungere, in altri prevedere tempi più lunghi per ottenerli. L’insieme di deroghe e rinvii è rappresentato nella scheda a fianco per le principali categorie (escluse quelle sanitarie, per le quali sono intervenute deroghe di legge).

Le deroghe

Il Covid-19 è arrivato quando il nuovo periodo formativo per molti professionisti era appena cominciato. Come è stato per i commercialisti, che devono raggiungere 90 crediti ogni triennio, l’ultimo partito l’anno scorso. Così il Consiglio nazionale ha deciso di eliminare l’obbligo di conseguire almeno 20 crediti sui 30 annuali, sia per il 2020 che per il 2021. Ottenendo però ampia partecipazione nei corsi online.«La formazione in presenza è insostituibile – spiega Sandro Santi consigliere Cndcec delegato alla formazione – ma abbiamo fatto investimenti importanti anche per la formazione a distanza. Credo che alla fine sia stato più semplice fare i corsi».

Il problema che tutti stanno affrontando è come rendere certe la presenze dei partecipanti ai webinar esterni. Per i commercialisti vale l’autocertificazione; solo l’e-learning sulla piattaforma del Consiglio nazionale ha un sistema di registrazione interno.

Anche il Notariato ha dimezzato la formazione obbligatoria del 2020: 20 crediti anziché 40. Discorso analogo per i geometri che, trovandosi l’anno scorso alla fine del periodo formativo, hanno avuto uno “sconto” di 10 crediti finali. Dal vicepresidente del Consiglio nazionale dei geometri Ezio Piantedosi arriva una sottolineatura davanti al proliferare dei corsi online: «Di fronte al boom della formazione a distanza e dell’offerta, ora dobbiamo puntare su un aggiornamento di alta qualità, preferibile ad una formazione spalmata su decine di eventi». Sulla stessa linea il presidente della Fondazione italiana del Notariato, Antonio Areniello: «Ogni tanto mi arrabbio perché il credito può sembrare un punteggio da conseguire. Ma è fondamentale per noi professionisti formarsi».

Più netta la scelta del Consiglio nazionale forense che ha preferito considerare sia il 2020 sia il 2021 come anni singoli e indipendenti dal ciclo formativo pluriennale standard e ha ridotto al minimo i crediti obbligatori per gli avvocati: solo 5 nel 2020, puntando sugli Ordini territoriali. «Abbiamo potenziato, e in alcuni casi finanziato, la realizzazione delle loro piattaforme – commenta l’avvocato Carolina Rita Scarano del Cnf -. Ora ci doteremo anche noi di una piattaforma nazionale». “Sconti” anche per i consulenti del lavoro: 32 crediti a fine biennio in luogo dei 50. «Ma la necessità di aggiornamento ha visto comunque una intensa partecipazione ai nostri webinar, ben 224», aggiunge Rosario De Luca, presidente della Fondazione consulenti del lavoro.

Si è preferito moltiplicare l’offerta formativa e rimandare una decisione su eventuali deroghe più avanti nel caso dei periti industriali: «Abbiamo puntato sul creare le opportunità formative – aggiunge Vanore Orlandotti, presidente della fondazione Opificium del Consiglio nazionale – poi vedremo se qualcuno deve recuperare crediti. Dobbiamo mirare a corsi professionalizzanti e a una formazione di livello».

La qualità

Si è anche guardato ai costi dei corsi. Così il Consiglio nazionale dei geologi è intervenuto su questo fronte: «Davanti ai corsi in presenza annullati – ha commentato il presidente Arcangelo Francesco Violo – abbiamo reso quelli a pagamento gratuiti, investendo per agevolarne la partecipazione».

Sulla stessa linea il Consiglio nazionale degli psicologi. Per il presidente, David Lazzari, «è stato un anno di aggiornamento sul campo. Ci siamo impegnati a dare una formazione gratuita e di qualità».

Per tutti, naturalmente, è stato e continuerà ad essere il trionfo dell’ aggiornamento in digitale. Come mostrano anche i numeri del Consiglio nazionale ingegneri, il cui sistema formativo registra circa 2 milioni di crediti all’anno; nel 2020 sono stati comunque 1,6 milioni circa. Precisa Luca Scappini, delegato Cni alla formazione: «Non si tornerà indietro. La formazione a distanza sincrona è stata apprezzata e si richiede di stabilizzarla, ma bisognerà tenere alta la qualità dei corsi e dovremmo ragionare sul numero di partecipanti e sulla certificazione delle presenze».

Problema centrale anche per il Consiglio nazionale degli architetti. «Sul numero dei partecipanti ai corsi occorre trovare un giusto equilibrio» , spiega Ilaria Becco, coordinatrice del dipartimento Formazione. In particolare quando si richiede un’interazione con il formatore , altrimenti diventa complicatissimo il confronto».

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