Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sui conti Telecom l’effetto di 7 miliardi di svalutazioni

di Antonella Olivieri

Il bilancio di Telecom Italia si tinge di rosso-svalutazione. Il saldo finale dell'esercizio 2011 si conoscerà al termine del consiglio di amministrazione, convocato questa mattina a Milano. Ma che i conti chiuderanno in perdita è l'ovvio contraccolpo contabile dell'abbattimento degli avviamenti: dopo la prima rata di giugno, pari a 3,2 miliardi, l'ultimo impairment sui dati a fine dicembre avrebbe suggerito di svalutare ulteriormente il goodwill di una cifra dell'ordine di 4 miliardi. In tutto, perciò, saranno circa 7 miliardi le svalutazioni degli avviamenti che peseranno sullo scorso anno. Telecom però pagherà comunque 900 milioni di dividendi – con la riduzione di un quarto della cedola come anticipato dal cda di fine febbraio – attingendo alle riserve distribuibili che, a fine giugno, ammontavano a oltre 10 miliardi.
Un'operazione di pulizia contabile, dunque, che non impedirà la remunerazione dei soci, sebbene di entità inferiore all'anno scorso per l'esigenza di dare priorità alla riduzione del debito e al mantenimento del livello del rating. Come già la prima rata, anche la seconda riguarda gli avviamenti generati sugli asset domestici in conseguenza delle operazioni di accorciamento della catena societaria che hanno interessato Olivetti, Telecom e Tim nei primi anni Duemila. Fenomeno che ha interessato anche le banche. Considerato il contesto di incertezza generale – e le tensioni sui tassi esplose nella seconda parte del 2011 – sia UniCredit sia Intesa-Sanpaolo, per esempio, hanno dimezzato gli avviamenti, frutto del processo di consolidamento del settore. Nel caso di Telecom, si tratta di operazioni infragruppo che rispondevano a una logica di semplificazione e di risparmio di costi, ma che hanno prodotto iscrizioni di poste immateriali per importi consistenti. Dopo la svalutazione di giugno il valore dei goodwill domestici era ancora di 38,76 miliardi (rispetto ai 41,95 miliardi precedenti) sui 40,56 complessivi.
L'aggiustamento, comunque, è contabile. Senza le rettifiche da impairment, i conti dei primi nove mesi, terminati con una perdita consolidata di 1,2 miliardi, si sarebbero chiusi invece con un utile netto in progresso dell'8,6% a 2 miliardi.
Il consiglio di oggi dovrà dunque licenziare i conti in via definitiva in vista dell'assemblea annuale del 15 maggio. Ma l'Asati, l'associazione dei piccoli azionisti Telecom, chiede che si parli anche dell'accordo con F2i, il fondo infrastrutturale di Vito Gamberale col quale, lo scorso novembre, era stato siglato un accordo per la cablatura "verticale" degli edifici di Milano. In sostanza, si trattava di portare la fibra ottica dal marciapiede alle case con una nuova società partecipata da Telecom e F2i. La newco, al momento, non risulta ancora costituita, ma l'Asati osserva che nel frattempo F2i e la sua controllata Metroweb hanno presentato in un'audizione alla Camera un piano per la realizzazione di una rete di nuova generazione in trenta città che, secondo l'associazione, sono in parte comprese nel piano di copertura Telecom 2010-2014. Asati sostiene che Telecom dovrebbe piuttosto costituire lei stessa una nuova società, con Cdp e altri fondi istituzionali ma mantenendone la maggioranza, in cui far confluire la rete di accesso per sviluppare l'infrastruttura in fibra ottica.
Altro capitolo, quello delle carte Sim fasulle che vede indagati anche dirigenti della società. L'Asati torna a chiedere che venga reso pubblico il rapporto Deloitte, commissionato un anno fa per esaminare le criticità oggetto di indagini giudiziarie – dossieraggi illegali e security, caso Sparkle e appunto carte Sim fasulle – finora rimasto documento interno all'azienda.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa