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Sui Btp domanda solida, spread giù

di Isabella Bufacchi

Titoli in asta interamente collocati e per il massimo importo in offerta: l'Italia ha confermato ieri la sua capacità, in verità mai messa in discussione dal mercato nel corso di questa lunga crisi sul debito pubblico europeo, di raccogliere l'ammontare più elevato in offerta. Senza eccessi di generosità, quindi senza scorciatoie. Ieri è stato il turno dei BTp a cinque e 15 anni, entrambi assegnati per 3 miliardi di euro a fronte di una domanda decisamente sostenuta, soprattutto sulla scadenza extra-lunga che di recente aveva addirittura registrato tensioni sulle operazioni di pronti contro termine per carenza di titoli in circolazione.

Anche la Spagna ha dato prova ieri stesso di poter raccogliere il massimo importo in asta, assegnando interamente i 3 miliardi in offerta di Bonos quinquennali: la conferma di una capacità che, a differenza dell'Italia, all'inizio di questa settimana il mercato aveva cominciato a mettere seriamente in dubbio, avvicinando lo spread tra i titoli spagnoli e tedeschi ai massimi storici. Sulla scia del buon esito dell'asta portoghese del giorno precedente, investitori e traders che operano in titoli di stato dell'eurozona periferica si sono per il momento rasserenati: la raccolta di denaro per rimborsare i bond in scadenza e per finanziare il fabbisogno non è un problema.

A migliorare il clima, e a far restringere gli spread, ha contribuito un mix di fattori tecnici e politici: gli interventi della Bce che è tornata ad acquistare sul mercato secondario per importi consistenti i bond governativi sotto pressione; le voci di un impegno crescente dell'Europa ad estendere tanto il campo di azione quanto la capacità di fuoco del veicolo di salvataggio EFSF (garantito dagli stati dell'eurozona); le dichiarazioni del cancelliere tedesco Angela Merkel sulla volontà della Germania di fare tutto il possibile per l'euro.

L'asta italiana e quella spagnola hanno confermato un altro trend: i rendimenti salgono, poco o tanto in relazione agli umori prevalenti del mercato, ma comunque salgono. I BTp a cinque e 15 anni sono stati assegnati al 3,67% e al 5,06%, rispettivamente con un rialzo dello 0,43% e dello 0,25% rispetto alle emissioni precedenti. La volatilità è estrema e può rivelarsi molto costosa per le aste che cadono nel giorno sbagliato. Se per esempio il Tesoro avesse collocato i suoi BTp lo scorso lunedì, avrebbe pagato una decina di centesimi in più sul rendimento: un rialzo dello 0,10% su 3 miliardi equivale a 300.000 euro l'anno, per 5 anni la maggiorazione sugli oneri della spesa per interessi sale a un totale di 1,5 milioni. Tenuto conto che il Tesoro colloca annualmente circa 400 miliardi di titoli di stato, il conto è presto fatto. Ieri però le aste italiane e spagnole si sono tenute in una giornata positiva per l'eurozona periferica e il tasso è sceso: «La Spagna ha collocato il suo quinquennale a un rendimento medio del 4,54%, pagando 96 centesimi in più rispetto a novembre ma 40 centesimi in meno del rendimento sul secondario di tre giorni prima», ha commentato Luza Mezzomo di IntesaSanPaolo.

Lo spread tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e spagnoli contro i titoli tedeschi ieri ha continuato a stringersi, rafforzando la tendenza che lo scorso mercoledì aveva sostenuto l'asta portoghese ma al tempo stesso evidenziato l'aumento dei rendimenti sull'asta dei Bobl quinquennali (venduti per circa 5 miliardi al 2% contro l'1,73% dell'asta di dicembre). Il gap tra BTp e Bund si è ridotto fino a 166 centesimi dai 196 della chiusura di lunedì: questi trentina di centesimi è stata trainata dal dal miglioramento dei tassi italiani calati da 4,83% al 4,70% in tre sedute, e l'incremento di quelli tedeschi saliti dal 2,89% al 3,04 per cento. Bene anche lo spread spagnolo, calato al 2,34%: sull'onda del clima rasserenato, il Tesoro di Madrid ha fatto sapere che il 3 febbraio emetterà Bonos a tre anni e il 20 gennaio collocherà Bonos scadenza 2024. Infine in Italia è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-quadro per la gestione del debito pubblico tramite aste, emissioni in valuta, concambi, buy-back e anche sottoscrizione di contratti derivati.

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