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“Sui Big Data abusi inaccettabili Adesso una tassa ai giganti del web”

«Se i sospetti saranno confermati, quanto successo con i dati di Facebook è inaccettabile, è una violazione di uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Si tratterebbe di pratiche da correggere subito » . Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici, riceve un piccolo gruppo di giornalisti nel suo ufficio al decimo piano del Berlaymont, il quartier generale dell’esecutivo di Bruxelles. Ha appena presentato alla stampa la Web Tax, l’imposta europea sul tre per cento del fatturato dei giganti del digitale che ogni anno dovrebbe fruttare 5 miliardi.
Assicura che « non è una ritorsione » per i dazi che Donald Trump vuole imporre all’Europa, ma ricorda: « Le guerre commerciali, come tutte le guerre, provocano solo vittime » . L’ex ministro francese invece non vuole tornare sulla situazione politica, ed economica, italiana. A domanda, si limita a ripetere il mantra al quale tutti negli ultimi giorni si sono affidati in Europa: « Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, troverà una buona soluzione » .
Commissario Pierre Moscovici, le pratiche usate da Cambridge Analytica con i dati personali raccolti da Facebook rappresentano una minaccia per la democrazia europea?
« Le ipotesi che circolano in questi giorni hanno bisogno di una spiegazione. Il Parlamento europeo ha chiesto a Mark Zuckerberg di presentarsi a Strasburgo per un’audizione: io non sono un parlamentare europeo, ma gli consiglio di dare spiegazioni appropriate. Ad ogni modo, ogni genere di comportamento inappropriato andrà cambiato » .
Cosa farà Bruxelles per contrastare questi metodi?
« Dal punto di vista dell’Unione europea l’abuso per fini politici dei dati personali degli utilizzatori di Facebook, se confermato, non è accettabile. Nell’Unione la protezione dei dati personali è un diritto fondamentale dei cittadini. Di regola i dati personali non possono essere usati senza il consenso della persona in questione. Noi abbiamo forti regole sulla protezione dei dati proprio per salvaguardare i nostri diritti fondamentali, queste norme rappresentano i nostri valori » .
Cosa farete?
« La Commissione è già in contatto con Facebook e la mia collega alla Giustizia, Vera Jourova, questa settimana solleverà la questione con l’azienda in occasione del suo viaggio negli Stati Uniti. Ne discuterà anche con le sue controparti nel governo statunitense » .
A proposito di grande aziende digitali, oggi ha presentato la Web Tax europea in attesa di un accordo globale sulle imposte per i colossi della Rete. Ma alcuni governi dell’Unione europea sono contrari: è possibile che una ventina di paesi vadano avanti con una cooperazione rafforzata?
« La proposta è fortemente sostenuta da un gran numero di capitali, dai gruppi politici del Parlamento europeo e dai cittadini, una buona base per le discussioni tra governi in seno al Consiglio Ue. Arrivare all’unanimità non è mai facile, ma se c’è la volontà politica da parte di tutti possiamo trovare un compromesso che porti al consenso. La Commissione crede nel metodo comunitario e vuole andare avanti a 28. Oltretutto lanciare una cooperazione rafforzata non è facile, basti pensare a cosa è successo alla Tobin Tax. Spero che alla fine avremo un sistema abbastanza solido da poterlo portare a modello alla comunità internazionale per arrivare a un accordo globale.
Siamo stati i primi a muoverci » .
Sarebbe favorevole che i proventi della Web Tax andassero direttamente al bilancio Ue impoverito dalla Brexit?
« Non spetta a noi deciderlo, ma ai governi. In ogni caso considererei questa ipotesi con simpatia ».
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