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Sui beni ai soci calendario a ritmi serrati

Si scaldano i motori per la comunicazione dei beni in godimento ai soci e dei finanziamenti e capitalizzazioni effettuati alle società partecipate: il calendario dei prossimi mesi, infatti, è ricco di appuntamenti che impegneranno non poco gli operatori. Il 15 ottobre scade il termine per l’invio della comunicazione vera e propria relativa all’anno 2011; entro il 30 novembre si dovrà provvedere al ricalcolo degli acconti dovuti per il periodo di imposta 2012; infine, dal prossimo anno saranno riviste le percentuali di deducibilità dei costi relativi ai veicoli.
Non si tratta del classico adempimento che richiede solo la segnalazione di informazioni di facile reperimento, ma di una valutazione ad ampio raggio che lega a doppio filo la posizione dell’impresa (individuale o societaria) e quella delle persone fisiche private che, dalla stessa, ottengono beni in godimento. Le fonti da considerare sono, per ora, tre: la norma (articolo 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies del Dl 138/2011), il provvedimento attuativo 166485 del 16 novembre 2011 (dove si trova anche il tracciato record per la comunicazione) e la circolare 24/E del 15 giugno 2012. Per completare il quadro, probabilmente, mancano ancora dei tasselli, ma intanto occorre muoversi per non farsi cogliere impreparati.
I casi tipici sono quelli del godimento di veicoli, immobili, barche e aerei. Concentriamoci su autovetture e immobili, che sono le fattispecie più frequenti.
I veicoli
La circolare 24/E ha precisato che – poiché esiste già una norma che limita la deducibilità del costo nella determinazione del reddito di impresa – non si produce l’effetto tagliola previsto dal Dl 138/2011 che preclude totalmente la deducibilità dei costi del bene in caso di mancata valorizzazione del diritto di godimento in capo al socio o al familiare del socio. Ma i problemi non sono eliminati, poiché, salvo il caso in cui sia previsto un benefit, bisogna considerare la posizione personale dell’utilizzatore che dovrà confrontarsi con l’esistenza di un reddito diverso da inserire (per la prima volta) nella dichiarazione dei redditi del periodo 2012.
È stato più volte evidenziato che ciò determina una sorta di doppia imposizione, e il problema dovrà in qualche modo essere risolto; nell’attesa, comunque, bisogna:
e decidere se compilare la comunicazione in relazione a tale fattispecie per l’anno 2011;
r decidere se ricalcolare gli acconti Irpef entro il prossimo 30 novembre;
t valutare la convenienza a mantenere tale impostazione anche per l’anno corrente e per il futuro.
Su quest’ultimo punto, infatti, si innesta la prossima modifica al regime di deduzione dei costi auto che, dal prossimo anno, scenderà dal 40 al 27,5 per cento. Alla luce di quanto sopra, sarà bene decidere se le auto siano ancora da mantenere all’interno dell’impresa, oppure se sia più “comodo” farle transitare in capo al socio e utilizzare l’istituto del rimborso chilometrico (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 agosto 2012). Poiché siamo in corso d’anno, quale che sia la decisione, ci sarà un periodo di tempo in relazione al quale andrà emessa una fattura per il riaddebito del valore del godimento (auspicando che sia confermata la possibilità di fare riferimento alle tariffe Aci e che si ammetta una deducibilità dei costi del veicolo sino a tale importo). Sullo sfondo, ovviamente, rimane l’onere della segnalazione della situazione esistente nel periodo 2011.
Il «mattone»
Spostando l’attenzione dalle quattro ruote al mattone, si deve trovare una soluzione anche per le tante casistiche di immobili di proprietà delle società di fatto utilizzati dai soci o dagli amministratori. Il ragionamento di fondo non cambia, con la precisazione che le considerazioni vanno adattate in relazione al fatto che si tratti di immobile patrimonio, oppure no. Nel primo caso, l’articolo 90 del Tuir già preclude integralmente la deducibilità dei costi del bene, mentre nella seconda ipotesi (diversamente da quanto affermato per le auto), in mancanza di una valorizzazione scatterebbe anche la penalizzazione nella determinazione del reddito di impresa.

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