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Sugli studi revisionati più facili le giustificazioni

La circolare 23/E sugli studi di settore varata dalle Entrate il 15 luglio analizza una serie di questioni applicative destinate a impattare sui prossimi adempimenti e conseguenti scelte dichiarative. Le precisazioni contenute nella circolare riguardano l’applicazione dei 205 studi di settore in Unico 2013, offrendo alcuni spunti di sicuro interesse. È il caso – come segnalato sul Sole 24 Ore di ieri – dell’applicazione degli studi ai soggetti minimi e alle cooperative che operano nel settore degli appalti, degli effetti delle perdite su crediti e della deduzione dell’Irap pagata sul costo del lavoro sugli indicatori di normalità economica nonché del tema dell’applicazione retroattiva, in chiave difensiva, degli studi di settore evoluti tenendo conto dell’effetto della crisi.
Indicatori
Una serie di chiarimenti della circolare 23/E è poi dedicata agli indici di coerenza e agli indicatori di normalità economica. Per quanto riguarda gli indicatori deputati a contrastare i casi di non corretta indicazione dei dati nei modelli, è stato evidenziato che quest’anno sono state sistemate alcune criticità già oggetto di analisi con la circolare 30/E/2012. In alcuni casi, infatti, lo scorso anno era stato evidenziato che l’incoerenza poteva essere giustificata dalla modalità di svolgimento dell’attività. Ad esempio, per lo studio VG75U (installazione di impianti elettrici, idraulici-sanitari ed altri impianti), poteva risultare incoerente il “valore delle rimanenze iniziali e/o finale relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale” e per lo studio TM87U (commercio al dettaglio di altri prodotti) anomala la “presenza di costi o ricavi relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso”. Quest’anno i problemi sono risolti con positive conseguenza sul riscontro della coerenza del soggetto che, se anche congruo, potrebbe così accedere alla norma premiale (Dl 201/2010) e/o all’esimente in tema di società di comodo.
Modelli
Per quanto concerne la gestione della modulistica si segnala che quest’anno, nel quadro A, dedicato al personale addetto all’attività, per le attività professionali è stato inserito un nuovo rigo destinato a raccogliere le informazioni relative agli apprendisti. I dati, pur non influendo sull’esito di Gerico, saranno utilizzati per individuare in futuro un correttivo analogo a quello già previsto per le imprese.
Gli studi revisionati
Altre indicazioni utili, anche in chiave difensiva, sono ricavabili dall’allegato 1 alla circolare che tratta nello specifico degli studi oggetto di revisione per il 2012. Ove ci si dovesse individuare in una delle anomalie riconosciute dalle Entrate, è consigliabile segnalare la circostanza che giustifica lo scostamento utilizzando il campo “note aggiuntive” del modello, magari fruendo anche del software “segnalazioni” che l’Agenzia metterà poi a disposizione dei contribuenti.
Per quanto riguarda il comparto manifatturiero (VD30U – recupero rottami metallici e non metallici e VD37U – costruzione e riparazione imbarcazioni) si afferma che, stante la bassa numerosità delle imprese operanti con determinate caratteristiche, la situazione di non congruità potrebbe essere giustificata dalla mancata presenza del gruppo omogeneo specifico di riferimento. In pratica, quindi, in questi casi occorre verificare se il cluster di appartenenza rappresenta o meno, in concreto, le caratteristiche del soggetto.
Con riferimento allo studio VG40U la cui applicazione è molto diffusa nella pratica (locazione, valorizzazione, compravendita di beni immobili) viene precisato che i proventi riferibili agli immobili patrimonio (articolo 90 del Tuir), rilevano quali “Altri proventi considerati ricavi” e vanno indicati nel rigo F02 (non F05). La precisazione è importante perché conferma la partecipazione dei citati proventi alla determinazione del valore di riferimento da confrontare con quello stimato da Gerico, rendendo quindi più abbordabile la congruità.
Per quanto riguarda, infine, lo studio di settore VG83U – gestione di strutture sportive – la circolare segnala che esso si applica anche ai soggetti che operano nell’ambito dello sport dilettantistico (articolo 90 della legge 289/2002) ove determinino il reddito con criteri analitici. In questi casi, dato che le informazioni contenute nel quadro A (personale addetto all’attività), B (elementi strutturali) ed E (beni strumentali) del modello devono essere ricavate dal complesso dell’attività (quindi sia commerciale che istituzionale), le situazioni di non congruità e coerenza possono essere giustificate dall’incidenza dei dati riferibili all’attività istituzionale dell’ente.

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