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Sugli studi c’è posta dal Fisco

Oltre 150mila lettere sono in arrivo a imprese e lavoratori autonomi per segnalare anomalie rispetto agli studi di settore e invitare i contribuenti a correggere la propria posizione. Le anomalie segnalate dal Fisco via raccomandata (agli intermediari la lettera arriverà in modalità telematica) indicano essenzialmente sei tipologie di anomalie rispetto agli studi di settore: incoerenze nella gestione del magazzino, tra rimanenze finali ed esistenze iniziali, sui beni strumentali, sull’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi o compensi o nei dati indicati sulla presenza di soci, percentuale di lavoro prestato, assenza di altri addetti e numero dei giorni di apertura; a tutto questo si aggiungono i professionisti che non hanno indicato dati fondamentali nel modello degli studi di settore.
Dunque l’Agenzia scrive anche quest’anno alle imprese e ai lavoratori autonomi per segnalare anomalie rispetto agli studi di settore e invitarli a correggere eventuali errori. Non si tratta di attività di controllo. Chi ritiene di dover fornire chiarimenti, può farlo tramite il software “Comunicazioni anomalie 2012”, che sarà disponibile alla fine di questo mese sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
L’invito rivolto ai contribuenti è sempre lo stesso: correggere eventuali anomalie dichiarative, in vista della prossima dichiarazione. Una scelta a cui ha aderito più dell’80% dei destinatari delle lettere del 2010 che hanno presentato nel 2011 il modello studi. Nel dettaglio, quasi 94mila soggetti sono risultati congrui, mentre circa 29mila hanno rivisto la propria posizione anche se poi non sono risultati in linea con gli studi. Ma è proprio su chi non ha provveduto a rivedere spontaneamente il proprio comportamento a rischio che il Fisco ha pianificato di concentrare le attività di controllo.
In caso di versamenti in seguito a rettifica della posizione si applicano le sanzioni previste dal l’articolo 13 del Dlgs 472/1997, pari, in linea di massima, al 30% di ogni importo non versato.
Intanto, sempre sul fronte compliance, ma questa volta per i contribuenti persone fisiche, sono pronte centinaia di migliaia di lettere (alcune già arrivate nelle case dei contribuenti italiani) che chiedono di giustificare la compatibilità di certe spese con i redditi percepiti, così come il diritto a beneficiare di determinate detrazioni, da quelle per le spese sanitarie a quelle per il 36 per cento.
Anche in questo caso nessuna “accusa” formale di evasione o di aver sottratto ricchezza all’Erario ma richieste di chiarimenti con le quali il contribuente è chiamato a controllare di aver correttamente adempiuto agli obblighi tributari ed eventualmente a “ravvedersi” integrando, con un minimo di sanzioni, la propria dichiarazione.
La gran parte delle lettere riguarda i controlli sugli oneri dedotti e sulle detrazioni di imposta. Quest’anno le lettere interesseranno oltre 400mila persone fisiche selezionate sulla base di alcuni indici di rischio (il primo invio ha coinvolto 206mila contribuenti). Parte dei controlli consiste nella richiesta di documenti che servono a verificare che le spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni fiscali (sanità, mutui, ristrutturazioni edilizie) siano state effettivamente sostenute e correttamente indicate. Altre 300mila lettere sono state ai contribuenti che nel 2010 hanno sostenuto spese incompatibili rispetto ai redditi dichiarati.

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