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Sud, il governo sblocca 4,6 miliardi per gli squilibri infrastrutturali

Il governo rilancia – con il decreto legge infrastrutture approvato ieri dal Consiglio dei ministri – il piano di «perequazione infrastrutturale» per il Sud, previsto già dalla legge sul federalismo fiscale del 2009 e mai decollato, nonostante si sia provato a finanziarlo e a farlo partire a più riprese. In ballo ci sono i 4,6 miliardi in 12 anni (dal 2022 al 2033) già previsti, ma il governo Draghi dà maggiore concretezza all’operazione riducendo al minimo la fase di elaborazione di una serie di indici territoriali e prevedendo una ricognizione delle principali criticità, ad opera del ministero delle Infratsrutture, entro novembre 2021, e poi l’approvazione di un piano di ripartizione delle risorse, a cura del Mef, entro marzo 2022. Nei trenta giorni successivi, i singoli ministeri dovranno presentare l’elenco di interventi aggiuntivi, cioè non ancora finanziati da altre leggi o piani. Il piano si dovrà comunque raccordare alle priorità definite dal Pnrr e dal Piano nazionale complementare (Pnc) strettamente connesso. Per aprile 2022 dovrebbe quindi decollare un piano Sud aggiuntivo puntuale chiamato a intervenire soprattutto su scuole, assistenza sanitaria, strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti.

Progettazione territoriale

A questo si aggiunge il rilancio di un’altra norma rimasta finora lettera morta, quella prevista dall’articolo 10 sulla «progettazione territoriale». Si tratta di 123,5 milioni (la cifra non deve sembrare bassa perché gli incarichi di progettazione hanno un importo molto più limitato di quelli dei lavori) da destinare fra il 2022 e il 2023 alla creazione di un parco progetti dei piccoli comuni del Sud con meno di 30mila abitanti. L’importo è diviso fra le diverse classi demografiche comunali: 19,5 milioni circa vanno ai comuni che abbiano fino a mille abitanti, 43,2 milioni a comuni tra 1001 e 5mila abitanti, 24,5 milioni per i comuni fra 5.001 e 10mila abitanti, 21,7 milioni ai comuni fra 10.001 e 20mila abitanti, 8,74 milioni per comuni fra 20.001 e 30mila abitanti. Ci sono poi poco meno di 5,9 milioni destinati a premi per concorsi di progettazione: il meccanismo che sulla carta appare virtuoso è che i comuni assegnatari dovranno pubblicare bandi di gara (anche tramite società in house) che prevedano premi per acquisire proposte progettuali. La procedura va completata in sei mesi per non perdere i fondi, che sarebbero passati ad altre iniziative.

Ricercatori e tecnologi

per la sostenibilità al Mims

Viene creata su proposta del ministro Giovannini, una nuova struttura alle dipendenze dirette del ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims), il Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità, composta di cinque ricercatori, cinque tecnologi, cinque primi ricercatori, cinque primi tecnologi, due dirigenti tecnologi e due dirigenti di ricerca, tutti inquadrati presso il ministero per un costo che a regime sarà di circa 1,8 milioni annui. Il Cismi dovrà contribuire alla realizzazione degli interventi del Pnrr, promuovendo e incrementando «attività di studio, di ricerca e di sviluppo nel settore della sostenibilità delle infrastrutture e della mobilità».

Sicurezza impianti a funi

e gallerie

Previsto un rafforzamento delle competenze e del ruolo di Ansfisa, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali. In particolare vengono trasferite all’Agenzia le competenze e le sei unità di personale degli Ustif, gli uffici del ministero delle Infrastrutture che sovrintendono alla sicurezza degli impianti fissi (a fune, funivie, funicolari, ascensori, scale mobili, metropolitane e tranvie). Anche la Commissione permanente per le gallerie viene spostata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ad Ansfisa.

Comitato speciale Consiglio superiore lavori pubblici

Si aggiunge un settimo componente ministeriale, per il ministero della Difesa, al comitato speciale del consiglio superiore dei lavori pubblici che sarà uno snodo fondamentale e una camera di compensazione dei conflitti nell’iter di approvazione dei progetti del Pnrr. I membri saranno 29, tutti di nuova nomina. Avrà un ruolo decisivo nella «corsia veloce» prevista dall’articolo 44 del decreto semplificazioni, in particolare proponendo integrazioni e correzioni a progetti che dovessero incontrare obiezioni prima, durante e dopo la conferenza di servizi.

Sicurezza e capacità ferroviaria con Ertms

Previsto il rafforzamento del sistema di controllo elettronico della marcia dei treni Ertms (European Rail Traffic Management System), già considerato prioritario fra gli investimenti ferroviari del Pnrr, che ne prevede l’accelerazione sull’intera rete ferroviaria principale (oggi c’è solo sull’Alta velocità). La norma prevede un ulteriore stanziamento di 300 milioni in cinque anni destinato alle imprese ferroviarie per l’installazione dei sottosistemi nelle cabine di guida dei treni. Oltre alla sicurezza, l’Ertms consente anche una maggiore regolarità del traffico (riduzione dei ritardi) e un forte aumento della capacità della rete ferroviaria: più treni a parità di infrastrutture.

Decreto Franco per risorse Pnrr

L’articolo 9 rafforza la funzione del decreto Franco (si veda Il Sole 24 Ore del 13 agosto) come strumento di ripartizione interna delle risorse del Pnrr, salvo stabilire che «relativamente alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, le risorse necessarie all’attuazione del Piano sono assegnate annualmente sulla base del cronoprogramma finanziario degli interventi cui esse sono destinate». Le risorse Fsc, che costituiscono 15,6 miliardi del totale di 191,5 miliardi del Pnrr, avranno quindi bisogno di una ulteriore assegnazione anno per anno. Il decreto Franco è alla registrazione della Corte dei conti.

Imprese marittime

Vengono introdotti nuovi obblighi di segnalazione di navi attraccate in porto che presentino anomalie e possano rappresentare un pericolo per la sicurezza o per l’ambiente marino. Assegnati 37 milioni per realizzare interventi infrastrutturali finalizzati a incrementare le capacità delle banchine e il traffico di traghetti nello Stretto di Messina. Previste inoltre eventuali risorse per indennizzi relativi ai mancati traffici causa Covid ai concessionari gestori di stazioni marittime e servizi di supporto a passeggeri.

Concessionarie autostradali

È saltata la disposizione che compensava i mancati aumenti tariffari delle autostrade A24 e A25 (gestite del gruppo Toto) con un rinvio del pagamento dei canoni a fine concessione, quando la gestione autostradale sarebbe stata messa in gara. Per le concessionarie autostradali resta la sola norma che rinvia dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 il termine per il perfezionamento dell’aggiornamento dei piani economici finanziari presentati. È anche prorogata di due anni la durata delle concessioni relative ai servizi di distribuzione di carbolubrificanti e ai servizi di ristoro sulla rete autostradale.

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