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Sud, il Fondo che non spende

di Massimo Sideri

MILANO — Sud, il fondo che c'è ma non spende. Sono 153,1 i milioni di euro, 76,5 pubblici e l'altra metà privati, già pronti per progetti imprenditoriali 2.0 ma in larga parte dimenticati a fare la polvere: secondo la ricostruzione fatta dal Corriere e stando larghi di manica solo 19 sarebbero i milioni allocati fino ad oggi. Il 12-13% del totale. Per il varo nel 2009 il Fondo digitale per il Sud era stato acclamato dal ministro Renato Brunetta come una svolta nel veicolare innovazione e finanziamenti al Sud. Nella sostanza erano stati «commissariati» i fondi europei: non siete in grado di utilizzarli? Bene, il governo aveva trovato la quadra affidandoli a venture capitalist di professione: Vertis, Quantica, Vegagest. Addirittura a una grande banca come Intesa Sanpaolo, attraverso Atlante Venture Mezzogiorno. Ma a due anni e mezzo dalla partenza — con l'aggravante che ora la crisi spaventa, la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno cresce e il credit crunch nei confronti delle aziende si diffonde a macchia d'olio — i professionisti stanno sostanzialmente fallendo. Se non verranno utilizzati entro un anno e mezzo per aiutare delle start up andranno persi nella peggiore tradizione dei finanziamenti europei di cui siamo campioni al rovescio. E le premesse non sono buone.
Il fondo fu varato dopo una gestazione soffertissima che lo stava quasi portando alla morte prematura in culla: le risorse erano state individuate con la Finanziaria 2005. La gara era partita nel luglio del 2007 e in mezzo erano passati diversi ministri, dall'idea iniziale di Lucio Stanca a Brunetta che lo aveva dovuto difendere con le unghie dal collega «accentratore» Giulio Tremonti.
Sembra surreale: ci sono i soldi già assegnati, ci sono i fondi di venture capital, ci sono anche le start up visto che la maggior parte delle idee d'impresa 2.0, alcune che hanno anche raggiunto il successo internazionale, vengono presentate da ragazzi del Sud. Ciò nonostante i soldi sono spiaggiati e in lenta agonia. A sua modo, ognuna delle Sgr potrebbe essere presa come modello di cosa non funziona. C'è la grande banca (Intesa), il fondo privato con un socio pubblico come il Cnr (Quantica), la piccola realtà napoletana che in teoria dovrebbe avere il contatto maggiore con il territorio (Vertis) e anche una strana creatura come Vegagest che non aveva nessuna esperienza nel settore e che doveva operare grazie a un accordo mai ufficializzato con Gianni Lettieri, l'imprenditore sconfitto a Napoli dal sindaco De Magistris. Nessuno ha creato imprenditorialità e lavoro nonostante i soldi pubblici. Per ricordarla tutta a fare pressione per mettere le mani sulla ricca torta del fondo per il Sud, nel 2009, c'era anche la Sgr Cape Natixis guidata allora da Simone Cimino, il finanziere che voleva acquistare Termini Imerese finito nel frattempo nei guai con la giustizia. I conti: partiamo da Quantica che con 31,55 milioni pubblici e altrettanti privati (il bando prevedeva il raddoppio della somma vinta) aveva portato a casa la fetta più grande. Il fondo partecipato dal Cnr con il 36% ha già deliberato tre investimenti da circa un milione l'uno per tre società: X2tv, CrowdEngeneering e CityNews. E si è preso impegni (cioè investe se le società raggiungono milestone di fatturato o di tecnologie) di almeno altri 2-4 milioni. Risultato: 6-7, considerando anche gli assegni futuri, su 63. La Sgr di Intesa guidata da Davide Turco: ufficialmente c'è una sola operazione conclusa ma altre 3 starebbero attendendo il via libera dell'Antitrust per un impegno totale tra i 6-7 milioni sui 25 totali. Vertis, Sgr di Amedeo Giurazza che si è mossa anche insieme alla TTVenture di Giuseppe Campanella, ha investito 2,8 milioni in 4 società mentre di una quinta operazione non si conosce la cifra. Fosse anche il massimo allocabile per legge (2,5 milioni, ma è difficile) saremmo sui 5 milioni su 25. Vegagest, infine: 40 milioni. Zero operazioni annunciate.
Tutto ciò che non sarà dato entro il giugno 2013 tornerà indietro. E considerando gli importi individuali massimi e le regole di ingaggio la missione Fondo per il Sud sembra impossibile: le 4 società dovrebbero trovare tra le 50 e le 60 start up in volata.
Pubblico e privato bocciati.
 

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