Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Successioni riscritte in corsa

Un solo genere figlio, senza distinzioni tra figli naturali o figli legittimi. La legge sul riconoscimento dei figli naturali, approvata dalla Camera in via definitiva il 27 novembre 2012, parifica a tutti gli effetti il figlio legittimo a quello naturale e interviene in materia processuale dirimendo i problemi sulla competenza (tribunale per i minorenni o tribunale ordinario) sorti nella prassi relativa alle controversie sui minori (si veda ItaliaOggi di ieri). Il testo, che contiene anche una delega al governo per la disciplina completa della materia della filiazione, si apre con la definizione di parentela che è tale per la discendenza da un medesimo stipite, indipendentemente dal carattere legittimo o naturale della filiazione. Questo significa che si creano rapporti di parentela tra il figlio naturale e la famiglia del genitore. Il riconoscimento non si limita, quindi, a produrre effetti per il genitore che l’ha effettuato, ma estende la propria efficacia anche sui parenti del genitore stesso.

Le nuove regole hanno immediate ripercussioni in materia di successioni, per le quali è previsto un criterio di delega, con l’obiettivo dell’unificazione dello stato di figlio. La novità avrà effetto anche in eventuali giudizi pendenti: sarà così assicurata la produzione degli effetti successori nei confronti dei parenti anche per gli aventi causa del figlio naturale premorto o deceduto nel corso del riconoscimento (estese conseguentemente le relative azioni petitorie per il riconoscimento del diritto all’eredità).

Tra le modifiche che possono interessare maggiormente la pratica forense si segnala l’articolo 3 della legge che disciplina espressamente la competenza sulle controversie relative all’esercizio della potestà e all’affidamento anche dei figli naturali.

Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti sull’autorizzazione al matrimonio di minori (articolo 84, codice civile), sull’assistenza del minore nella stipula di convenzioni matrimoniali (articolo 90), sulla decadenza dalla potestà genitoriale (articolo 330, codice civile), sulla reintegrazione nella potestà (articolo 332, codice civile), sulle condotte pregiudizievoli dei genitori (articolo 333, codice civile), sulla rimozione e riammissione nell’amministrazione del patrimonio dei figli (articoli 334 e 335, codice civile) e sulla continuazione dell’esercizio dell’impresa del minore (articolo 371, ultimo comma, codice civile). Per i procedimenti di condotta preguidizievole dei genitori la competenza è del tribunale ordinario nell’ipotesi in cui sia in corso un giudizio di separazione o divorzio o un giudizio in caso di contrasto sull’esercizio della potestà (articolo 316 del codice civile): in tale ipotesi per tutta la durata del processo la competenza, anche per gli altri provvedimenti sulla potestà, spetta al giudice ordinario.

Sono di competenza del tribunale ordinario i provvedimenti relativi ai minori per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria. Nei procedimenti in materia di affidamento e di mantenimento dei minori si applicano le disposizioni per i procedimenti in camera di consiglio (articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile).

Le disposizioni sulla competenza si applicheranno ai giudizi instaurati a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di riforma. Mentre si precisa che il rito è quello della camera di consiglio per i processi relativi all’affidamento e al mantenimento dei figli di genitori non coniugati pendenti davanti al tribunale per i minorenni alla data di entrata in vigore della legge di riforma.

Se ci sono pericoli che il genitore non paghi gli alimenti per i figli, potranno scattare garanzie e sequestri. Il giudice, a garanzia dei provvedimenti patrimoniali in materia di alimenti e mantenimento della prole, infatti, potrà imporre al genitore obbligato di prestare idonea garanzia personale (fideiussione) o reale (ipoteca), se esiste il pericolo che possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi suddetti. Il giudice potrà anche disporre il sequestro dei beni e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all’obbligato, di versare le somme dovute direttamente agli aventi diritto. Ad esempio il giudice può ordinare al datore di lavoro del genitore obbligato di trattenere le somme e versarle a favore del figlio. Inoltre provvedimenti definitivi contenenti disposizioni sul mantenimento dei figli costituiscono titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa