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Pagare o trasferire denaro ai propri contatti tramite smartphone in «salsa» whatsapp, come se si scrivesse un messaggio, sta diventando più facile. Da Jiffy ad Hype, gli applicativi proliferano. Tutti con un comune denominatore: per poter pagare o trasferire il denaro è necessario che il destinatario abbia aderito alla stessa piattaforma. PayDo, startup fintech italiana nata nel 2016 da un’idea del fondatore e amministratore delegato Donato Vadruccio, è andata oltre e ha lanciato Plick, una soluzione che consente di predisporre pagamenti e trasferimenti di denaro tramite bonifici irrevocabili a chiunque in Europa, senza conoscere il codice Iban del beneficiario. «È questo il vero vantaggio: funziona con un solo aderente — dice Vadruccio —. S può mandare un plick a un correntista di qualsiasi banca in tutta Europa, anche se il suo istituto di credito non aderisce al servizio».

Il mercato

Il settore dei pagamenti innovativi è in costante crescita e ha raggiunto gli 80 miliardi di euro (dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano). A fare da propulsore nell’ultimo anno sono stati proprio i pagamenti in prossimità tramite smartphone (oltre che l’uso delle carte contactless), che hanno fatto registrare un incremento del 650% con oltre 15,6 milioni di transazioni, per un valore complessivo di 530 milioni. Inoltre, è raddoppiato sia il numero di persone che usano il cellulare per pagare (1 milione in totale a fine 2018) sia la spesa annuale media, che supera i 500 euro a persona. La crescita è destinata a proseguire e il mercato entro il 2021 potrebbe raggiungere i 125 miliardi.

Da Jiffy ad Hype, passando per Tinab, i protagonisti sono diversi. Tra questi, negli ultimi anni si sta facendo largo PayDo, con il sistema Plick, che consente di pagare o trasferire denaro semplicemente mandando un messaggio sul cellulare o una mail. Accettando il pagamento, al destinatario basterà inserire il proprio codice Iban (operazione che va fatta solo una volta) per vedersi accreditare la somma sul conto corrente nei tempi previsti dal bonifico (se immediato, in tempo reale). «Il servizio è personalizzabile — dice Vadruccio —. Una volta che la banca lo ha acquistato e lo rende disponibile ai suoi clienti, sia privati sia aziende, lo possiamo modellare sulle loro esigenze. Con A2A stiamo valutando servizi su nuovi ambiti che loro stessi, con Unicredit ( la banca di riferimento, ndr.), ci hanno suggerito».

L’espansione

Plick conta otto banche aderenti al progetto, tra cui Banca Mediolanum, Creval, Unicredit, Credit Agricole, Banca Sella e Banco Mediolanum (in Spagna). «Già nei prossimi mesi annunceremo nuovi accordi – dice Vadruccio –. Ma il progetto non è limitato all’Italia, nasce per raggiungere tutta l’Europa anche come presenza fisica. Stiamo guardando con interesse alla Francia, dove ancora oggi c’è un utilizzo ampio, forse troppo, degli assegni. E poi si potrebbe anche pensare di creare un clone di Plick in America, per farlo dialogare con il cugino europeo. Inoltre, stiamo definendo diversi accordi con piattaforme nate con la direttiva Psd2, che consentono di collegare sempre più banche. L’obiettivo è dare soluzioni integrabili per generare valore nei pagamenti».

Gabriele Petrucciani

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