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Subito le imposte sulla casa. Possibile manovra da 11 miliardi

ROMA — Rigore, crescita ed equità. Con queste tre parole il presidente del Consiglio Mario Monti ha sintetizzato l'azione di governo confermando una road map in due fasi: prima l'emergenza conti per calmare i mercati e subito dopo lo sviluppo. È ancora presto per capire quando l'esecutivo dei professori entrerà nel merito dei provvedimenti. La prima convocazione del Consiglio dei ministri non è ancora stata decisa mentre la settimana prossima Monti e il superministro dello Sviluppo Corrado Passera faranno un giro per le capitali europee a presentare le linee guida del programma.
Monti, nel suo discorso al Senato, ha confermato le indiscrezioni che annunciavano nella casa il primo obiettivo per fare cassa: «Tra i principali Paesi europei l'Italia è caratterizzata da un'imposta immobiliare che al confronto risulta particolarmente bassa, l'esenzione dall'Ici per la prima casa è un'anomalia nel confronto internazionale». Questo il ragionamento del premier per preparare il terreno al ritorno dell'Ici che si chiamerà Imu (Imposta municipale unica) rispettando così le novità fiscali introdotte nella primavera scorsa dai diversi moduli del federalismo. Il premier non cita la patrimoniale ma nemmeno la esclude quando indica la «necessità di rimodulare» gli interventi e il «monitoraggio sulla ricchezza accumulata». E conferma la necessità di valutare un'eventuale manovra correttiva, per ora cifrata, secondo le indiscrezioni, in 11 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i costi dovuti al balzo dello spread col Bund tedesco il cui peso sugli interessi da pagare sul debito pubblico è ancora da calcolare.
Per la lotta all'evasione confermata la linea di aumentare al massimo la tracciabilità del denaro limitando al minimo dunque l'uso del contante. Probabilmente tutti gli esercizi commerciali saranno obbligati ad avere il Pos per il bancomat o la carta di credito. Anche l'aumento dell'Iva diventa una delle carte possibili da giocare. Sul capitolo lavoro e pensioni, due vere e proprie bombe da maneggiare con grande cura, Monti si è mosso con estrema cautela. Prima il premier ha ricordato che il sistema previdenziale italiano è solido e «l'età di uscita in Italia è anche più alta che in Francia e Germania» ma poi ha sottolineato che «c'è un problema di ampie disparità». Insomma le ingiustizie e i privilegi — primo fra tutti il vitalizio dei parlamentari che scatta dopo una sola legislatura — saranno aboliti, fa capire il governo. Per il resto, l'esecutivo intende muoversi di concerto con le parti sociali e «senza usare l'accetta» come ha voluto precisare il ministro del Lavoro Elsa Fornero.
E infine la crescita, suonando le note migliori dello spartito pro concorrenza investendo di più sui giovani, sui talenti, sulla mobilità, sulla ricerca. Le associazioni imprenditoriali hanno applaudito. La Cgil ha storto il naso sull'Ici prima casa preferendo la patrimoniale, la Confcommercio ha detto di no a nuovi aumenti dell'Iva.

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