Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Subito l’authority bancaria»

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha sottolineato l’importanza di avere «il più presto possibile» un paracadute finanziario credibile da utilizzare per ricapitalizzare le banche che si rivelassero in difficoltà quando sottoposte nel 2014 a un test di solidità da parte della Bce. La presa di posizione è giunta a ridosso da una riunione domani dei ministri delle Finanze dell’Unione dedicata alla nascita di un meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie.
«Per assicurare la credibilità e il rigore della valutazione delle attività delle banche condotta dalla Bce – ha detto Draghi davanti alla commissione affari economici del Parlamento europeo – i paracaduti finanziari devono essere ben specificati e definiti concretamente il più presto possibile». Il presidente dell’istituto monetario ha messo in guardia contro «accordi di finanziamento» (financing arrangements in inglese, ndr) che siano «in ultima analisi inadeguati».
Con l’occasione, il banchiere centrale si è detto anche chiaramente preoccupato del modo in cui sta nascendo il meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie, uno dei pilastri dell’unione bancaria, da associare alla vigilanza unica attribuita alla stessa Bce. In questo senso, Draghi ha avvertito l’Ecofin di non ideare un sistema decisionale «oltremodo complesso», chiedendo al Parlamento europeo, coinvolto nella riforma, di prestare attenzione a questo aspetto.
Su questo fronte, i ministri delle Finanze si sono accordati su una serie di linee-guida: la nascita di un fondo di risoluzione, basato su una graduale mutualizzazione dei rischi, e la creazione di un consiglio di risoluzione, composto essenzialmente dai Paesi coinvolti dalla crisi di un istituto di credito. Dietro alla presa di posizione del presidente della Bce ci sono due aspetti ancora da definire. Tra le altre cose, l’Ecofin deve ancora decidere le modalità di voto all’interno del consiglio di risoluzione.
Secondo una proposta della presidenza lituana dell’Unione circolata ieri qui a Bruxelles, le decisioni a seconda dei casi verrebbero prese dal consiglio di risoluzione «in sessione esecutiva» e «in sessione plenaria». L’iter procedurale appare particolarmente complesso. «Nelle discussioni i Paesi più piccoli vorrebbero applicare la regola un Paese-un voto. Quelli più grandi insistono per un voto ponderato», riassumeva ieri un responsabile comunitario.
L’altro aspetto controverso riguarda il paracadute finanziario da utilizzare nella fase in cui il fondo di risoluzione non è ancora a regime. Gli sherpa hanno preparato una dichiarazione di principio che prevede quando tutte le altre soluzioni sono state esaurite anche l’uso del meccanismo europeo di stabilità (Esm). Le ultime indicazioni lasciano intendere che su questo aspetto ci sono nuove divergenze. Non per altro Draghi ieri ha sottolineato l’importanza di un accordo rapido e convincente.
Molti osservatori sono convinti che agli occhi dei mercati l’analisi dei bilanci bancari da parte della Bce sarà tanto più credibile quanto più i governi saranno pronti a contribuire alla ricapitalizzazione delle banche in crisi. Proprio ieri sera a Berlino si sono riuniti i ministri delle Finanze dei principali paesi della zona euro (per l’Italia, Fabrizio Saccomanni) con l’obiettivo di preparare la riunione di domani, che sarà preceduta questa sera da un vertice dell’Eurogruppo.
Alcuni Paesi insistono molto sulla necessità di un paracadute adeguato. Altri notano che le banche stanno già risanando i bilanci: per un un totale di 1.100 miliardi di euro dal 2011 ad oggi, secondo l’Autorità bancaria europea. Dinanzi a un Parlamento nel quale le voci estremiste potrebbero aumentare in occasione delle elezioni europee di maggio, Draghi ne ha approfittato ieri per riaffermare che pensare di uscire dall’euro è «effimero». E ha aggiunto: «Non c’è questa possibilità: l’euro è irreversibile».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa