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«Subito il cuneo, la priorità non è l’Iva»

Un intervento «deciso» sul cuneo fiscale e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. Se si vuole dare una scossa all’economia è da qui che bisogna partire. Giorgio Squinzi continua l’azione di pressing sul governo: «Siamo non preoccupati, preoccupatissimi per la stabilità, perché riteniamo che questo sia l’unico governo possibile in questo momento». Ma occorre anche che si agisca in modo efficace per contrastare la crisi. Il dibattito politico è in questi giorni concentrato sull’aumento dell’Iva o un eventuale congelamento. Ma per il presidente di Confindustria, che ha parlato al Cersaie (il salone internazionale della ceramica per l’architettura e arredobagno, vedi pag. 49), «non è la cosa prioritaria. Le cose da fare sono tantissime ma è meglio concentrarsi sui problemi dell’economia: l’intervento sul cuneo fiscale è il banco di prova per le buone intenzioni dell’esecutivo». È questo il modo per far ripartire il paese: «Se si interverrà vorrà dire che veramente questo governo ha voglia di andare avanti e fare le cose giuste per il paese». Ed ha aggiunto: «Da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutte le nostre forze un intervento deciso sul cuneo fiscale e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, questo darebbe una spinta maggiore all’economia».
Le stime di una ripresa dell’economia italiana nel 2014 fatte dal Fondo monetario sono per Squinzi «l’eventualità più probabile. Purtroppo usciamo da un 2013 ancora negativo e faremo più fatica ad uscire da una recessione che per noi dura da tanto tempo». Ecco perché bisogna agire in fretta e facendo le mosse giuste. Costo del lavoro, quindi, il cui calcolo deve essere abolito dalla base imponibile Irap, e cuneo fiscale. Insieme al pagamento tempestivo dei debiti della Pubblica amministrazione: «Purtroppo non è che lo Stato si sia fatto prendere dal furore di pagare i debiti. È iniziato un processo ma gli ultimi dati disponibili parlano di una quindicina di miliardi di pagamenti. Sui 90-100 stimati non sono un passo in avanti clamoroso», ha continuato ancora Squinzi, sottolineando che ancora si attendono i dati ufficiali dell’ammontare dei debiti della Pa, una quantificazione che doveva arrivare a metà mese e che invece «dovrebbe essere nota a fine settembre». Il pagamento dei debiti è importante in questa fase in cui la liquidità scarseggia. E Squinzi si è rivolto anche agli istituti di credito: «Il denaro e i servizi forniti dalle banche dobbiamo considerarli una materia prima e le banche dovrebbero anche loro lavorare in quest’ottica».
Per il presidente di Confindustria il dibattito sull’Iva e sull’Imu, così come quello sulle possibili dimissioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, sono argomenti da «campagna elettorale, non per far ripartire il paese. Conosco Saccomanni da tempo, è un tecnico, una persona concreta, che prende in mano i numeri».
Squinzi ha anche commentato il risultati delle elezioni tedesch: «Positivo che il partito anti-euro non sia riuscito a raggiungere il quorum per entrare in Parlamento. La Merkel ha vinto, anche bene, ma non è stato esattamente un trionfo, non è in condizioni di governare da sola e vedremo che coalizione farà».

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