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Subacquirenti svincolati

La clausola di foro esclusivo non impegna il subacquirente di un bene, a meno che quest’ultimo non sia consenziente. Il vincolo intercorre, infatti, solo tra venditore e acquirente. Lo ha spiegato la Corte di giustizia europea con una sentenza resa nella causa C-543/10. La massima della decisione è così sintetizzabile «una clausola attributiva di competenza, contenuta in un contratto di compravendita stipulato tra il produttore di un bene e l’acquirente iniziale, non può essere opposta al terzo subacquirente che, in esito a una successione di contratti traslativi di proprietà stipulati tra parti stabilite in diversi stati europei, abbia acquistato tale bene ed intenda avviare un’azione di responsabilità nei confronti del produttore. A meno che sia accertato che tale terzo ha prestato il suo consenso a detta clausola». La pronuncia ha risolto una complessa lite transfrontaliera. Nel caso specifica una spa italiana ha fornito a una srl, sempre italiana, alcuni componenti di apparecchi di climatizzazione, poi risultati difettosi; quest’ultima li ha assemblati e ceduti ad altra società italiana che, infine, ha fornito i climatizzatori in Francia a un’altra società proprietaria di un complesso immobiliare in ristrutturazione. Sta di fatto che i climatizzatori non funzionavano per difetto di fabbricazione. A questo punto la società proprietaria degli immobili si è fatta risarcire da una assicurazione e quest’ultima ha fatto causa in Francia sia al produttore, sia all’assemblatore sia al fornitore.

Il produttore, però, ha contestato la competenza del tribunale francese ed ha invocato una clausola attributiva della competenza ai giudici italiani contenuta nel contratto da essa stipulato con la società che si è occupata dell’assemblaggio. La questione della competenza è stata portata davanti alla Corte di giustizia, cui è stato chiesto se una clausola attributiva di competenza, contenuta in un contratto di compravendita stipulato tra il produttore e l’acquirente iniziale di un bene e che rientra in una serie di contratti stipulati tra parti stabilite in diversi Stati membri, produca i suoi effetti nei confronti del subacquirente, in modo da consentirgli di avviare un’azione di responsabilità nei confronti del produttore.

Purtroppo la questione non è stata prevista dal regolamento europeo n. 44/2001, che, quindi, non si pronuncia sulla possibilità di trasmissione della clausola sul foro competente, oltre la cerchia composta dalle parti del contratto iniziale, a un terzo, parte di un contratto ulteriore e che succede nei diritti e nelle obbligazioni di una delle parti del contratto iniziale.

La Corte europea, però, ha confermato l’orientamento per cui il subacquirente ed il produttore non possono essere considerati legati da un vincolo contrattuale. La conseguenza è che non è possibile ritenere che essi abbiano stabilito un accordo sull’attribuzione della competenza di un giudice designato come competente nel contratto iniziale stipulato tra il produttore e il primo acquirente.

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